Scommesse, non solo calciatori: coinvolti anche i procuratori

Le indagini della Procura di Torino portano anche all’estero con le sedi delle scommesse illegali che si trovano in Serbia e in Romania.

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(Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Le indagini degli inquirenti relative alle scommesse illegali nel calcio italiano iniziano a espandersi e nella rete delle Procure, quella di Torino e quella Federale, potrebbero essere intrappolati non solo i calciatori, al momento sono tre quelli indagati, ma anche qualche altro tesserato. E la Giustizia Sportiva non fa distinzione in tema di scommesse fra calciatori, dirigenti, ma parla, appunto, di tesserati, uniformando per tutti questi le stesse pene in caso di colpevolezza.

Come riporta l’edizione odierna de Il Messaggero, le attenzioni degli inquirenti si stanno rivolgendo anche ai procuratori, che ovviamente non sono tesserati di nessuna società, ma il loro coinvolgimento metterebbe in luce un meccanismo di scommesse illegali ben conosciuto dai protagonisti del calcio italiano, qualunque sia la carica che ricoprono.

Sarebbero in tutto una trentina i soggetti coinvolti e che fanno riferimento al mondo dello sport. A confermare tale pratica è stato lo stesso Nicolò Fagioli, il primo indagato, che agli inquirenti ha dichiarato come lui stesso sapeva che si trattasse di piattaforme illegali, ma che era una pratica «che facevano tutti», tanto da non ritenere che fosse così grave. Poi, il centrocampista della Juventus ha fornito alla giustizia sportiva nomi e circostanze. Ed è da questo che gli inquirenti stanno iniziando ad allargare il cerchio.

Un cerchio che porterebbe anche fuori dall’Italia, e più precisamente in Serbia e Romania, dove sono state piazzate le centrali del gioco illegali. La Procura di Torino prepara la rogatoria per avere accesso al traffico di queste piattaforme. È già emerso, intanto, dagli accertamenti della Squadra mobile, che giocatori e procuratori avrebbero scommesso anche con “aperture di credito” fino a indebitarsi (per il solo Fagioli si parla di oltre un milione di euro di puntate) con esposizioni debitorie che supererebbero le decine di migliaia di euro.

L’indagine della Dda, partita nel 2022, riguarda i fiumi di soldi che finiscono nel giro di scommesse illegali e i rapporti con le organizzazioni criminali e in questo circolo ci sono entrati anche esponenti del mondo sportivo, su cui sta indagando la Procura Federale, andando così a creare un secondo filone rispetto alle indagini penali, visto che nella Giustizia Sportiva è punito anche chi non scommette, ma è a conoscenza di tale pratica di un altro tesserato e non lo denuncia.