Cardinale: «Ho investito molto in sport e media, ma possedere il Milan è un privilegio»

Il proprietario del Milan, attraverso il fondo RedBird, ha ritirato a Washington il premio Leonardo Da Vinci della Niaf, davanti al presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

RedBird investimento Paramount
Gerry Cardinale

Gerry Cardinale, proprietario del fondo RedBird che gestisce il Milan, ha ricevuto a Washington un importante riconoscimento da parte della National Italian American Foundation (Niaf), l’organizzazione, fondata nel 1975 che promuove la cultura e il patrimonio italiano e che sostiene programmi educativi e formativi per i giovani.

Cardinale ha ricevuto il premio Leonardo Da Vinci Niaf per la Finanza, da Jimmy Pitaro, presidente di Espn. «Il suo senso degli investimenti, la leadership aziendale e la filantropia esemplificano i valori che celebriamo nella comunità italoamericana», le motivazioni del premio. Cardinale è stato premiato alla presenza del presidente americano Joe Biden, della First Lady Jill Biden e del presidente della Formula Uno Stefano Domenicali. Cardinale ha chiuso il suo discorso con “Forza Milan”, proprio davanti a Joe Biden.

Gerry Cardinale con Jimmy Pitaro, Chairman of ESPN and Sports Content at the Walt Disney Company

«I miei ricordi più belli mentre crescevo erano i viaggi estivi che ogni anno facevamo in Italia. E in una di quelle estati del 1982, quando avevo 15 anni, mi ritrovai a festeggiare per le strade di Santa Maria Di Castellabate la vittoria dell’Italia ai Mondiali – ha detto Cardinale -. Ricordo gli eroi di quel campionato dell’Italia. Franco Baresi, Daniele Massaro e il compianto Paolo Rossi. Ho anche un vivido ricordo di un livello di festeggiamenti mai visto prima in America. Andando avanti, a 40 anni dopo, quasi negli stessi giorni, mi sono ritrovato in un tripudio simile fuori dal Duomo di Milano, a gioire con i milanesi per la vittoria nel campionato italiano del Milan».

«Pochi giorni prima della conquista dello Scudetto – ricorda il patron dei rossoneri -, avevamo concordato i termini per l’acquisizione del Milan da parte di RedBird, ma abbiamo tenuto in sospeso l’annuncio dell’accordo fino a dopo la partita, per non distrarre la squadra né i tifosi. Ma mentre stavo lì in Piazza del Duomo tra gli euforici milanisti, mi sono sentito trasportare indietro nel tempo, a 40 anni prima, e alla stessa sensazione che in qualche modo questa fosse casa mia. C’è una foto abbastanza nota di me al Duomo, scattata da un amico, che mi ritrae mentre festeggiavo con i tifosi che presto mi avrebbero conosciuto come il nuovo proprietario della loro storica franchigia. Ma in quel momento ero completamente anonimo e potevo riflettere serenamente sul surreale viaggio di 40 anni che in tanti modi ha segnato la mia vita e su cosa significa per me essere italiano».

«Negli ultimi 30 anni ho investito nello sport e nei media e pensavo di aver già visto tutto e fatto tutto quello che c’era da fare nello sport. Ma quest’ultimo anno speso come proprietario del Milan a tutti gli effetti mi ha fatto apprezzare in modo completamente nuovo ciò che facciamo per vivere. Sì possedere uno dei brand più storici di tutto il calcio europeo è un privilegio e un’esperienza unica, a prescindere da chi tu sia. Ma come studente di storia, non puoi che divenire ben presto consapevole delle gigantesche orme italiane che stai percorrendo, così come della tua enorme responsabilità nei confronti della gente e dei tifosi che si auto-definiscono ‘Milanisti’. Per molti versi – ha concluso – queste mie note di ringraziamento per il riconoscimento ricevuto questa sera sono una “canzone d’amore” per Milano e per il mio retaggio italo-americano»