Thohir sfida l’Arabia: vuole i Mondiali 2034 con Australia, Malesia e Singapore

L’ex patron dell’Inter, e ora numero uno della federcalcio indonesiana, sta provando a convincere gli altri Stati per una candidatura congiunta fra Paesi della Federazione asiatica.

Mondiale 2034 candidatura Indonesia
Erick Thohir (Foto: ADEK BERRY/AFP via Getty Images)

L’Arabia Saudita potrebbe trovare sulla propria strada verso il Mondiale 2034 una concorrente. Infatti, oltre alla candidatura del paese saudita, nelle ultime ore sta prendendo corpo anche una proposta congiunta di Indonesia, Australia, Malesia e Singapore. Anche per queste federazioni sarebbe la prima competizione iridata ospitata nella storia.

A portare avanti questa idea è una vecchia conoscenza del calcio italiano come Erick Thohir, ex proprietario dell’Inter, e ora presidente della federcalcio indonesiana, il quale sta provando a convincere l’Australia, che ha appena organizzato insieme alla Nuova Zelanda il Mondiale femminile. «Stiamo discutendo una candidatura con l’Australia – ha confermato Thohir al quotidiano australiano The Sydney Morning Herald -. Quando ho visitato la Malesia e Singapore, entrambi i paesi hanno espresso interesse ad unirsi all’Indonesia e all’Australia».

A confermare le trattative è stata la stessa federcalcio australiana, che però non aveva dato dettagli su quali paesi potessero affiancarla in questa candidatura, visto che all’agenzia di stampa britannica Reuters la settimana scorsa aveva solamente confermato di «valutare la possibilità di fare un’offerta per la Coppa del Mondo per club FIFA 2029 e/o la Coppa del Mondo FIFA 2034». Nessuna presa di posizione, invece, è stata registrata dalle altre due federazioni coinvolte o dalla confederazione asiatica che ha al suo interno diversi paesi che hanno già manifestato il loro pieno appoggio per la candidatura dell’Arabia Saudita.

La federcalcio indonesiana punta molto sul fatto che un Mondiale in Medio Oriente si è giocato nel 2022 in Qatar, anche se la confederazione di riferimento è sempre quella asiatica, e che è arrivato il momento di vedere la manifestazione sportiva più importante del Mondo giocarsi nuovamente in Estremo Oriente, dove manca dal 2002, quando furono Giappone e Corea del Sud a ospitarla.

«Penso che la FIFA vedrà che l’area del Medio Oriente ha ospitato il Qatar lo scorso anno – ha dichiarato a The Sydney Morning Herald Akmal Marhali, dell’osservatorio del calcio indonesiano Save Our Soccer -. Anche il Giappone e la Corea del Sud sono stati organizzatori in passato. Sono sicuro che la FIFA proverà con altri paesi. Se ci unissimo con l’Australia le nostre chances di vittoria aumenterebbero. Una candidatura con Australia, Malesia e Singapore sarebbe davvero forte».

Da non sottovalutare, però, i problemi che ha attraversato nell’ultimo anno la federcalcio indonesiana (PSSI). A marzo, il paese a maggioranza musulmana è stato privato del diritto di ospitare la Coppa del Mondo Under 20 dopo che il PSSI aveva dichiarato di aver annullato il sorteggio perché il governatore di Bali si era rifiutato di ospitare la squadra israeliana. Per tutta risposta, la FIFA ha deciso di congelare i fondi per lo sviluppo stanziati per la federazione calcistica del paese. Caso parzialmente rientrato quando lo stesso organo del calcio mondiale ha nominato l’Indonesia come paese ospitante della Coppa del Mondo Under 17 dopo che il Perù non è stato in grado di adempiere agli impegni infrastrutturali.

L’anno scorso, infine, in Indonesia si è verificato uno dei peggiori disastri all’interno di uno stadio da calcio. A ottobre persero la vita 135 persone, la maggior parte per asfissia, durante la fuga dopo una partita nella città di Malang. I tafferugli sono nati dopo la fine del match quando 3.000 tifosi dell’Arema FC, delusi e arrabbiati per la sconfitta della propria squadra, sono entrati in campo.