Quando l’Arabia Saudita ha ufficializzato la sua candidatura, in totale autonomia, per ospitare i Mondiali del 2034, a pochi minuti di distanza dalla scelta della FIFA di far giocare l’edizione 2030 in sei differenti paesi in tre continenti diversi, si è tornati al 2010, quando ci fu l’assegnazione del Mondiale 2022 in Qatar.
Allora si sollevò subito il quesito su quando fosse meglio giocare, continuare con la tradizione estiva o inaugurare per la prima volta nella storia un Mondiale giocato in inverno. Alla fine si scelse la seconda pista, non senza polemiche da parte dei campionati nazionali e delle associazioni di calciatori e allenatori che si vedevano la stagione spezzata in due tronconi. E ora con la candidatura dell’Arabia Saudita per l’edizione del 2034, che sembra aver strada spianata per una serie di fattori legati al regolamento FIFA sull’assegnazione delle sedi, il problema si propone nuovamente.
Secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo Marca, nella candidatura inoltrata dalla federcalcio dell’Arabia Saudita (SAFF) non è presente nessun accenno a far disputare la competizione di nuovo di inverno. Ma ovviamente le condizioni meteorologiche molto simili a quelle del Qatar fanno propendere per una conclusione che ricalchi la decisione presa anni fa. Quindi giocare fra novembre e dicembre il Mondiale andando così a spezzare in due il calendario dei campionati nazionali e quello delle coppe internazionali. Intanto, più di 70 federazioni, di tutto il Mondo, hanno già dato il loro pieno appoggio alla candidatura dell’Arabia Saudita.
Ma se nel 2022 le sei partite del girone di Champions League furono anticipate, come accaduto per l’inizio dei campionati nazionali, in modo tale che si giocassero tutte prima della pausa per il Mondiale, la riforma che riguarda la formula della coppa europea ha introdotto, a partire dalla prossima stagione, che le partite minime che ogni squadra farà saranno otto e non più sei. Ovviamente nuovi scenari possono aprirsi in base alle decisioni future non solo della FIFA, ma anche della UEFA, per un terreno di scontro che negli ultimi anni è stato continuamente sollecitato. Infatti non vanno dimenticate le polemiche quando il massimo organo del calcio mondiale ha ampliato sia il numero di partecipanti per il Mondiale per Club che per il Mondiale, andando così ad allungare notevolmente i giorni delle due manifestazioni.