Commisso: «Col Viola Park spero i giovani preferiscano la Fiorentina alla Juventus»

«Nuovo stadio? Ormai è tardi, i soldi li ho messi per questo centro sportivo», ha aggiunto il patron della Fiorentina.

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Il Viola Park (foto CF - Calcio e Finanza)

(BAGNO A RIPOLI) – “Fino a oggi abbiamo speso oltre 420 milioni nella Fiorentina, ma sono contento. Soldi che ho investito perché li avevo, li ho portati dall’America. Con quello che ho speso io avrei potuto comprare altre cinque squadre (Lazio, Bologna, Atalanta ecc). Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato. Io ho messo i soldi, ma il lavoro lo hanno fatto altri. Joe Barone si alza alle 6 e va a dormire alle 12, ha portato qui la cultura americana: si lavora e quando una cosa non è finita si lavora di più. Mi vedete spesso qui, ma io ho una compagnia in America e se quella non va bene è un problema, anche per me”. Lo ha detto il patron della Fiorentina Rocco Commisso a margine della inaugurazione del Viola Park, il nuovo centro sportivo del club toscano, evento a cui è presente anche Calcio e Finanza.

“Quando ho visto Bagno a Ripoli ho pensato che fosse un bellissimo posto per fare il centro sportivo e così ho comprato i terreni. Abbiamo avuto problemi, tra gli scavi archeologici, la guerra, il Covid e da 60 milioni siamo arrivati a 112 milioni per questo progetto. Le cose in Italia si possono fare e spero che questo sia un esempio di come si può lavorare se ci sono persone come me che vogliono investire. Che sia un esempio anche per gli stadi, io mi vergogno della situazione che c’è in Italia. Per me è troppo tardi, ma qualcosa bisogna fare per aiutare la terza o quarta industria del Paese”, ha proseguito.

“Spero che questo progetto sia un esempio per altre squadre, che le cose si possono fare. Qui non c’è un centesimo di soldi pubblici, ma solamente un investimento privato. Mi piacerebbe che grazie a questo investimento i giovani calciatori dicessero: io non voglio andare alla Juventus, voglio restare qui alla Fiorentina. È vero che Inter e Milan hanno fatto e hanno i loro centri sportivi, ma il nostro è più bello. Si poteva fare con meno soldi, ma ora è difficile replicare una cosa così”.

“Rivincita personale? Io non sono in guerra con nessuno, le critiche le fanno tutti, poi ci sono quelle buone e quelle cattive. Sul fatto che sono nato in Calabria, sul fatto che sono mafioso e questo ha fatto male. Io l’ho mangiata questa cosa e quando posso gliela ridò in faccia. Ma qui comando io e lo dico senza problemi: chi non fa il bravo qui non può entrare e mi prendo io la responsabilità”, ha concluso.