L'Inter resta al Meazza? Club scettico su tempi e impegno del Comune

La società nerazzurra non è convinta dell’ipotesi per una serie di motivazioni: dalle tempistiche all’impegno economico del Comune, passando per l’eventuale cessione.

Inter resta al Meazza
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

Non si ferma il pressing del sindaco di Milano su San Siro. Nella giornata di ieri, il primo cittadino Giuseppe Sala ha rilanciato. Non solo il Comune sarebbe partecipe dei lavori di ristrutturazione del Meazza se una tra Milan o Inter volesse rimanere nell’impianto storico, ma ha riaperto anche alla possibile vendita della “Scala del calcio” ai club.

«Il vincolo sul Meazza non è definitivo, è chiaro, ma quello può condizionare molto. Se una delle due squadre volesse lavorare sullo stadio, siccome è di nostra proprietà, possiamo immaginare di farci carico di una parte dei lavori. Il secondo punto potrebbe essere quello di cedere lo stadio. Le formule sono molte ma bisogna vedere qual è la volontà di rimanere lì di una delle due squadre, vediamo cosa succede», è stato il commento del sindaco.

Nel 2019, una stima parlava di 70 milioni di euro per l’eventuale cessione dell’impianto. Il messaggio, sebbene rivolto a tutte e due le squadre, ha come interlocutore privilegiato l’Inter, più indietro nella trafila amministrativa per la realizzazione di un nuovo impianto lontano dall’area che ospita le due milanesi da ormai diversi decenni.

E proprio da fonti nerazzurre ufficiose – scrive Il Corriere della Sera – arriva una risposta. All’apparenza negativa, probabilmente interlocutoria. Secondo il club sui lavori non c’è chiarezza: né su quale sia l’impegno economico del Comune, né sui tempi. Sulla vendita pende la spada di Damocle della gara. Impensabile che il Comune possa vendere a trattativa privata. Un’ultima considerazione. Il nuovo stadio del Milan sarà pronto nel 2028. Fino a quel giorno giocherà a San Siro. Vuole dire che l’Inter non potrebbe mettere mano all’impianto fino a quella data.