Eredità Berlusconi, Fisco a secco: sarà chiesta l’esenzione sulle tasse di successione

L’Agenzia delle Entrate dovrà dare il suo parere finale, ma solamente su 458 milioni di euro, che comprendono i 423 milioni delle holding che controllano il 61,2% della Fininvest e i 35 milioni di beni immobiliari.

I cinque figli di Silvio Berlusconi: da sinistra Eleonora, Barbara, Luigi, Marina e Pier Silvio (Foto: PIERO CRUCIATTI/AFP via Getty Images)

I lasciti di Silvio Berlusconi sono stati definiti senza nessuna battaglia legale fra gli eredi, fra azioni della capogruppo Fininvest, beni immobiliari e risorse economiche appartenute al fondatore di Forza Italia. Un’eredità che, secondo le stime, dovrebbe valere fra i 5 e i 6 miliardi di euro, ma di questi praticamente nulla dovrebbe finire nelle casse del fisco italiano.

Come riporta l’edizione odierna de La Repubblica, il patrimonio netto che il Cavaliere ha lasciato ai suoi cinque figli, ai fini fiscali, in base all’atto registrato e pubblicato lunedì scorso dal notaio Mario Notari di Milano, ammonta infatti a soli 458 milioni di euro. Di questi, 423 riguardano le holding che controllano il 61,2% della Fininvest, mentre 35 milioni è la somma delle proprietà immobiliari (solo tre ville sono intestate a lui direttamente più un box a Trieste ricevuto in eredità da un cittadino), dei mobili, dei quadri e delle barche.

Eredità Berlusconi Fisco – Le imposte di successione

Su queste cifre, quindi, verranno calcolate le imposte di successione. Ma, a parte gli 81.000 euro di imposta di registro, gli eredi dovrebbero chiedere l’esenzione di imposta per il passaggio di quei 423 milioni che permettono il controllo di Fininvest, che come noto, è ricaduto su Marina e Pier Silvio Berlusconi, ma con gli altri tre fratelli, Barbara, Eleonora e Luigi che non sono stati tagliati fuori dalla capogruppo dell’impero di famiglia.

A favorire gli eredi Berlusconi è il Testo Unico sull’imposta di successione del 1990, che prevede che «I trasferimenti…. a favore dei discendenti e del coniuge, di aziende o rami di esse, di quote sociali e di azioni non sono soggetti all’imposta… a condizione che gli aventi causa proseguano l’esercizio dell’attività d’impresa o detengano il controllo per un periodo non inferiore a cinque anni». Proprio il limite temporale di cinque anni è stato al centro dell’accordo siglato fra i cinque fratelli che recita che «gli eredi si obbligano reciprocamente, altresì, a non alienare quote di alcun cespite compreso nel Relictum per il termine di cinque anni dall’apertura della successione e quindi sino al 12 giugno 2028».

In caso di richiesta, l’Agenzia delle Entrate dovrà valutare se accettarla o meno. Nel primo caso, gli eredi non dovranno versare nulla su quei 423 milioni che trasferiscono il controllo Fininvest. Altro discorso sui 35 milioni di patrimonio di Berlusconi al di fuori della Fininvest, per il quale i cinque eredi dovrebbero pagare 1,4 milioni di imposte (il 4%). Ma poiché la legge prevede anche una franchigia di un milione a testa (se non è già stata usufruita per donazioni precedenti, ma al riguardo ci sono diverse sentenze della Cassazione che consentono la cumulabilità) anche in questo caso l’introito per il fisco potrebbe essere pari a zero.

Eredità Berlusconi Fisco – Da Fascina 8 milioni

In pratica, i figli di Berlusconi sarebbero tenuti a versare al fisco una cifra molto bassa in relazione del lascito di Berlusconi. Discorso diverso per il fratello Paolo, Marta Fascina e Marcello Dell’Utri, i tre beneficiari designati da Berlusconi come destinatari di tre donazioni, 100 milioni di euro a testa ai primi due e 30 milioni al terzo. Questi dovranno versare l’8% della cifra ricevuta. Nel dettaglio, 8 milioni Fascina, 8 milioni il fratello Paolo, 2,4 milioni l’amico Dell’Utri. Le imposte di successione furono reintrodotte nel 2006 dal Governo Prodi.