Araimo (Discovery): «Acquistare Sky o Mediaset? Nessuna discussione ma ipotesi che analizzeremmo»

Il general manager Italy & Iberia del colosso: «Con uno share dell’8% siamo già il terzo editore sulla televisione lineare dopo Rai e Mediaset».

Di
Warner Bros Discovery

Nel 2021 due grandi giganti del settore media, WarnerMedia e Discovery, si fondono e danno vita a Warner Bros-Discovery che da allora punta a conquistare sempre di più i mercati dell’intrattenimento, da quello cinematografico a quello dei media digitale, passando dal televisivo ed editoriale.

«La grande forza del nostro gruppo risiede nel controllo di tutta la catena del valore dei media – spiega all’edizione odierna de Il Corriere della Sera Alessandro Araimo, general manager Italy & Iberia della multinazionale da 33 miliardi di giro d’affari -. Vogliamo conquistare quote di mercato e per riuscirci occorre prendere decisioni coraggiose come l’investimento su Fabio Fazio». Il territorio sotto la responsabilità di Araimo vale ben oltre un miliardo di ricavi, gran parte dei quali generati in Italia, dove Wbd spende circa 100 milioni all’anno sui contenuti.

«La fusione ci ha dato solidità industriale e chiarezza strategica – continua Araimo -. Ora abbiamo tutte le strade aperte, cinema, streaming e tv lineare, e possiamo accelerare laddove vediamo opportunità di crescita. In Italia la televisione lineare ha ancora grandi potenzialità perché il ribilanciamento verso lo streaming è più lento che in altri Paesi europei per ragioni demografiche e infrastrutturali. Sugli schermi di casa l’ascolto è fatto ancora al 90% dai canali tradizionali: è lì quindi che vogliamo crescere nel medio termine».

Su eventuali acquisizioni di altri gruppi che fanno parte del mondo dei media: «Se Mediaset, Sky o altri operatori dovessero cercare partner, saremo disponibili? In generale, poiché siamo leader di mercato a livello globale, qualsiasi dossier finisce prima o poi sul nostro tavolo. Al momento, però, non ci sono discussioni in corso. Sono del resto convinto che la famiglia Berlusconi non abbia alcuna intenzione di cedere l’azienda. Se poi ci fossero opportunità di consolidamento, le analizzeremmo razionalmente. Oggi siamo totalmente concentrati su noi stessi e sull’attuazione del nostro piano di crescita».

Il cambio di paradigma in Rai ha dato l’occasione a Warner Bros.-Discovery di portare sul NOVE Fabio Fazio: «L’investimento su un fuoriclasse come Fazio avrà auspicabilmente un impatto immediato sugli ascolti e sulla raccolta pubblicitaria. Il contratto ha però una durata di quattro anni e risponde quindi anche a una logica di lungo periodo: accende un riflettore sul nostro portafoglio di contenuti, segnalando a spettatori e inserzionisti che Warner Bros.-Discovery è in Italia per restarci e per crescere».

«Nella tv lineare abbiamo 12 canali gratuiti e cinque a pagamento – analizza Araimo -. Con uno share dell’8% siamo già il terzo editore sulla televisione lineare dopo Rai e Mediaset. La quota sale all’11% fra gli spettatori di età compresa fra 15 e 54 anni, il target commerciale. Vediamo però occasioni di crescita e vogliamo coglierle con piani e investimenti ambiziosi. Con la nascita di Wbd noi abbiamo dato risposta a tanti interrogativi strategici che forse altri gruppi devono ancora risolvere. In una situazione di incertezza industriale, chi ha più certezze di gruppo riesce a muoversi più velocemente e in modo mirato, cogliendo le opportunità che si presentano».