Agnelli oggi al tribunale FIGC: ipotesi un anno di stop o multa

Inizia oggi un doppio round di udienze, prima al Tribunale Federale e poi al Tar, dove l’ex presidente della Juventus è rimasto il solo imputato sia per la questione plusvalenze sia per le manovre stipendi e i rapporti, giudicati fittizi, con agenti e altri club.

Agnelli ricorso manovra stipendi
Andrea Agnelli (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

È arrivato il giorno dell’udienza presso il Tribunale Federale per discutere la posizione di Andrea Agnelli sul caso Juve, per quanto riguarda il filone legato alle plusvalenze fittizie iscritte nei vari bilanci sotto indagine del club bianconero quando Agnelli era presidente della società.

Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, l’ex numero uno juventino è rimasto l’unico soggetto di quella dirigenza a combattere fra le varie aule di tribunale, visto che il 30 maggio scorso gli altri imputati, fra cui Paratici, Cherubini e Arrivabene (e lo stesso club) hanno patteggiato per quello che riguarda il filone di indagine che aveva al centro le manovre stipendi e i rapporti con agenti e altre società. Un patteggiamento, che si è tradotto in una sanzione amministrativa, che ha passato in giudicato la sentenza di squalifica per le plusvalenze, senza possibilità di appello. Patteggiamento non accettato da Agnelli ed eccolo combattere in tribunale sia sul filone plusvalenze che su quello riguardante le manovre stipendi e i rapporti con agenti e altri club.

Questa mattina, Agnelli dovrà rispondere della violazione dell’articolo 4.1 del codice («lealtà, probità e correttezza»), mentre tra meno di 24 ore il giudice amministrativo stabilirà se i due anni di stop per le plusvalenze hanno o meno ragione di esistere. All’udienza, che ha un inizio previsto per le 10.30, ci sarà ovviamente anche il procuratore federale Giuseppe Chiné che tornerà così a formulare le sue richieste dal banco dell’accusa. E potrebbe chiedere, nella sua requisitoria, un ulteriore anno di inibizione nei confronti di Agnelli per responsabilità diretta nell’ambito dell’operazione.

Nonostante settimane di trattative fra accusa e difesa, con il processo per le plusvalenze che è stato rinviato per due volte, ma nessuna delle due parti ha accettato un qualunque tipo di accordo. Ed eccoci quindi a un doppio round. Come detto oggi al Tribunale Federale per le plusvalenze, e domani al Tar per i famosi accordi di riduzione di 4 mensilità (da marzo a giugno 2020) di 21 calciatori e dell’allenatore Sarri (la loro posizione è stata archiviata) e per aver omesso di depositare le integrazioni già conclusi con gli stessi, nella consapevolezza che tali accordi sarebbero stati depositati a bilancio chiuso. La stessa violazione è contestata anche per la stagione successiva.

Agnelli, in particolare, risponderà anche di un episodio legato a un rapporto considerato “fittizio” con un agente. Se è vero che si dovrebbe ripartire dalla richiesta di un anno di stop per questi fatti, è altrettanto probabile che il giudice chiederà, nel caso in cui dovesse riconoscere la colpevolezza, la conversione dell’inibizione in una pena pecuniaria, visto che negli altri patteggiamenti (per gli stessi fatti) la squalifica dei dirigenti è stata commutata in un’ammenda di 250 euro al giorno. La cifra potrebbe essere più alta, oltre 100 mila euro per Agnelli (furono 47 mila per Paratici), perché non passa da un accordo con la procura.