Direttori sportivi inibiti? Ecco cosa possono e non possono fare

L’articolo 9 del codice di giustizia sportiva regolamenta le attività dei dirigenti che hanno una condanna temporanea di inibizione passata in giudicato.

Cosa può fare un Direttore sportivo inibito
(Foto: Simone Arveda/Getty Images)

Cosa può fare un Direttore sportivo inibito? Negli ultimi mesi la parola inibizione, collegata a un dirigente sportivo, è tornata alla ribalta per la vicenda che ha coinvolto la Juventus nel processo sportivo che prima ha riguardato il filone delle plusvalenze e poi quello della manovra stipendi. Nel primo, visto che il secondo si è concluso con un patteggiamento, sono stati giudicati, sempre per quanto riguarda la giustizia sportiva, anche gli ex e attuali dirigenti bianconeri, fra cui figurano Andrea Agnelli, Fabio Paratici, Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini.

Quest’ultimo è stato squalificato dalla Corte d’Appello della FIGC per 16 mesi, ma può comunque lavorare per la Juventus. La condanna a Paratici, invece, è stata di 30 mesi, mentre ad Arrivabene è stata comminata una condanna di inibizione di 24 mesi.

Paratici, Cherubini e Arrivabene, mentre la posizione di Agnelli (squalificato per due anni) deve essere ancora essere definita visto che non ha accettato il patteggiamento per il secondo filone dell’inchiesta Prisma, sono stati inibiti con sentenza passata in giudicato dopo il verdetto del terzo e ultimo grado sportivo, quello del Collegio di Garanzia del CONI. Proprio per l’accettazione del patteggiamento nel filone sulla manovra stipendi (in cui erano presenti anche partnership sospette con altri club e con gli agenti), Paratici, Cherubini e Arrivabene, non potranno più presentare ricorsi.

Cosa può fare un Direttore sportivo inibito? Cosa dice la Giustizia sportiva

Ma quindi, cosa può fare un Direttore sportivo inibito? Secondo il Codice di Giustizia Sportiva della FIGC «i dirigenti, i tesserati delle società, i soci e non soci che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, del Codice, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabile, anche se non più tesserati, sono punibili, in base alla natura e alla gravità dei fatti commessi, con l’inibizione temporanea a svolgere attività in ambito FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le società in ambito federale, indipendentemente dall’eventuale rapporto di lavoro».

In caso di inibizione temporanea, tuttavia «i soggetti colpiti da tale inibizione possono svolgere, nel periodo in cui la sanzione viene scontata, attività amministrativa nell’ambito delle proprie società nonché partecipare e rappresentare, anche con l’esercizio del diritto di voto, la propria società nelle assemblee della lega di competenza relativamente a questioni di natura patrimoniale poste all’ordine del giorno della assemblea. La sanzione della inibizione non può superare la durata di cinque anni».

«La sanzione della inibizione temporanea comporta in ogni caso:

  • il divieto di rappresentare la società di appartenenza in attività rilevanti per l’ordinamento sportivo nazionale e internazionale;
  • il divieto di partecipare a qualsiasi attività degli organi federali;
  • il divieto di accesso agli spogliatoi e ai locali annessi, in occasione di manifestazioni o gare calcistiche, anche amichevoli, nell’ambito della FIGC con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA;
  • il divieto di partecipare a riunioni con tesserati o con agenti sportivi».

Cosa può fare un Direttore sportivo inibito? Niente mercato e accesso al campo

L’inibizione rappresenta dunque il divieto di svolgere la propria attività ufficiale in qualsiasi circostanza: un soggetto inibito non può avere accesso al terreno di gioco, agli spogliatoi ed ai locali annessi in occasione delle partite, nemmeno di quelle amichevoli.

Inoltre l’inibizione di un dirigente impone anche l’impossibilità di svolgere alcune attività a livello manageriale e amministrativa nel club: ad esempio, non potrà partecipare in prima persona alle trattative di calciomercato, rinnovo di contratti o sottoscrizione di accordi, oltre a non poter rappresentare il club nelle asssemblee della Lega Serie A (a meno non si tratti di argomenti a livello patrimoniale).