Indagini Juve, Andrea Agnelli prende tempo e parla con Chinè

L’ex numero uno bianconero ha presentato un “preavviso di ricorso” per guadagnare tempo. I legali lavorano per sanare la sua posizione anche sul secondo filone di indagini.

Agnelli ricorso plusvalenze
(Foto: MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Guadagnare altro tempo di fronte alla giustizia sportiva. Nasce da questo obiettivo la decisione dell’ex presidente della Juventus Andrea Agnelli di presentare ricorso al Tar contro la squalifica di due anni comminatagli per il processo sulle plusvalenze. Secondo quanto riportato da Tuttosport, la verità è che i legali dell’ex presidente non hanno depositato nessun ricorso, ma hanno invece inviato un “preavviso di ricorso”.

Con la conseguenza immediata di aver procrastinato di un altro mese la scadenza dei termini per poter depositare al Tar del Lazio il ricorso vero e proprio. Nel frattempo, i legali guidati da Vittorio Angiolini, continueranno a interloquire con il procuratore federale Giuseppe Chinè alla ricerca di un accordo che possa sanare la posizione dell’ex presidente bianconero anche in relazione alla seconda indagine (quella sulla manovra stipendi) per la quale la Juventus ha patteggiato pagando una multa di 718mila euro.

Agnelli non si accordò e la Procura federale accolse la posizione notificando in un comunicato dai toni rasserenanti: «Al fine di ottenere un rinvio per proseguire nelle già avanzate interlocuzioni finalizzate alla valutazione di una proposta di accordo ex. art. 127 CGS, ritenuta la richiesta meritevole di accoglimento, stralcia dal presente procedimento la posizione del dottor Andrea Agnelli, la cui trattazione rinvia all’udienza del 15 giugno 2023».

Interlocuzioni “già avanzate”, ma non troppo visto che pochi giorni fa si è deciso un rinvio dell’udienza al 27 giugno, per guadagnare altri giorni di trattativa. Giorni che, con questo escamotage, potranno essere ancora di più. La notizia è nell’ordine delle cose, visto che un accordo sul patteggiamento non è ancora stato trovato. Le interlocuzioni tra Procura federale e legali di Agnelli continuano: il tempo per trovare un accordo c’è.