Berlusconi, tra una settimana la lettura del testamento

Il 29 giugno è prevista la prima assemblea dei soci di Fininvest, la holding della famiglia che detiene il controllo di tutte le aziende, senza il suo fondatore.

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Silvio Berlusconi (Photo by OLIVIER MORIN/AFP via Getty Images)

Dopo i giorni del ricordo e del funerale, sembra essere arrivato il momento di conoscere le ultime volontà di Silvio Berlusconi attraverso la lettura del testamento. La data chiave da tenere in considerazione è quella di fine giugno, quando è prevista l’assemblea di Fininvest, la holding che controlla tutta la galassia di aziende nel portafoglio della famiglia Berlusconi.

Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, il testamento del fondatore di Forza Italia dovrebbe essere letto dal notaio lunedì 26 giugno, due settimane esatte dalla scomparsa di Berlusconi. Tre giorni dopo ecco l’assemblea ordinaria di Fininvest che recepirà le nuove disposizioni e approverà il bilancio e il rinnovo del consiglio di amministrazione, questi ultimi due punti erano stati inseriti a suo tempo come ordini del giorno.

L’assemblea dei soci, i cinque figli (Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi), se il testamento fosse letto prima del 29 giugno, andrebbero a recepire immediatamente, senza rischiare l’immobilismo, le ultime volontà del proprio padre sulla nuova disposizione della holding di famiglia. Il notaio che dovrebbe leggere il testamento è Arrigo Roveda, dello studio Rlcd di Milano, storico riferimento professionale del gruppo e della famiglia.

Come noto, le proprietà in mano a Silvio Berlusconi alla sua morte erano di notevole rilevanza e molto diversificate. Si va dalle ville all’imbarcazioni, passando per opere d’arte e investimenti personali. Ma il cuore della vicenda è proprio il 61% detenuto da Berlusconi in Fininvest. Il pacchetto Fininvest, tuttavia, potrebbe non essere isolato ma compreso in un consolidato dei beni.

Nessuna indiscrezioni è stata confermata, neanche quelle che riguardano l’ultima compagna di vita Marta Fascina. Si sa solo che due terzi dei beni vanno di diritto ai figli, mentre l’ultimo terzo poteva essere disposto da Berlusconi come meglio preferisse. Secondo un calcolo approssimativo il patrimonio in gioco è intorno ai 4 miliardi di euro. Possibile che nel frattempo siano state disposte perizie sia sulle società che sugli altri asset. È il caso degli immobili intestati direttamente all’ex leader di Forza Italia, dei quadri e della società Dolcedrago cui fanno capo le ville più prestigiose (Arcore, la Certosa in Sardegna ecc).

Gli immobili, secondo alcune stime ufficiose, potrebbero avere un valore complessivo di 650-700 milioni. Il 61% di Fininvest, sulla base del patrimonio netto della capogruppo, è stimabile in 3 miliardi. Con gli «extra» si arriva agilmente a 4 miliardi. La lettura del testamento non riguarda solamente le aziende di Berlusconi, ma anche il futuro di Forza Italia, partito fondato da lui stesso nel 1994 e con cui fu eletto per la prima volta presidente del Consiglio.