Rocchi: «Faremo sentire audio Var ma niente interviste post partita»

Le parole del designatore arbitrale: «A fine partita l’unica cosa che la gente vorrebbe sentire è “sì ho sbagliato”, ma avremmo risolto poco».

Serie A diritti audio VAR
(Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)

“L’obiettivo è fare più conferenze stampa, farne con più frequenza. Pacifici la pensa come me, quando abbiamo modo di spiegare una situazione abbiamo risolto un problema. Ma al termine delle gare non trovo corretto farlo fare agli arbitri, non perché non ne siano in grado ma perché quando l’aldrenalina è ancora alta non c’è nemmeno tanta voglia di ascoltare il motivo per cui l’arbitro ha commesso o meno un errore”. Lo ha detto il designatore arbitrale di Serie A Gianluca Rocchi, ai microfoni di Radio anch’io sport, su Radio 1.

“L’unica cosa che la gente vorrebbe sentire è ‘sì ho sbagliato’, ma avremmo risolto poco. Il problema se hai sbagliato o meno ma il perché. La soluzione è avere uno spazio nostro ogni 15 giorni o una volta al mese nel quale possiamo spiegare gli episodi”, ha proseguito.

Per Rocchi “verranno diffusi anche gli audio più controversi. Non abbiamo nessun segreto. Abbiamo chiesto ai ragazzi di lavorare sulla pulizia della comunicazione, in modo da poter ascoltare dialoghi puliti. Ma non abbiamo problemi a far ascoltare tutto. Il problema è spiegare il perché è stato commesso un errore, non ammettere che si è sbagliato. E spesso abbiamo scoperto che nel rapporto arbitro-var è la comunicazione che frega”.

Parlando della stagione appena conclusa, Rocchi ha spiegato: “C’è stata una linea di arbitraggio più europea, con un miglioramento nella fluidità nel gioco. Non è stato un percorso semplice, ma i risultati sono molto positivi. Ma non dobbiamo dimenticare che il campionato italiano non è la Champions League:
dobbiamo adattarci al nostro campionato, cercando di prendere spunto dalle competizioni europee che sono riferimento per tutti”.

In cosa si può migliorare per la prossima stagione? “Sono contento di come hanno lavorato tutti gli arbitri, soprattutto nelle condizioni in cui hanno lavorato, abbiamo avuto anche problemi interni non indifferenti, sono riusciti ad estraniarsi da tutto. Si può migliorare nella continuità di rendimento, ogni tanto abbiamo avuto anche noi qualche scivolone, soprattutto i più giovani devono meritarsi la grande fiducia nostra e dei club”.

Conclusione dedicata a Josè Mourinho: “Se c’è un problema Mourinho per gli arbitri? Sicuramente no, né personale né di gruppo. Non mi riferisco a lui, ma a tutti gli allenatori. Quello che certamente chiederemo in futuro sono comportamenti sempre più corretti da parte della panchina e già quest’anno abbiamo avuto un miglioramento rispetto alla mia prima stagione, che sotto questo punto di vista fu un dramma”.

Comportamenti non corretti della panchina “provocano comportamenti non corretti in campo – ha concluso Rocchi – Il nervosismo sale e chi dal campo vede le panchine agitarsi cambia atteggiamento. Quindi dobbiamo combattere questo malcostume, peraltro non solo italiano e, insieme a chi decide le sanzioni, essere molto severi e decisi”.