Stangata UEFA: Mourinho rischia 4 giornate, nel mirino l'intera stagione

Il tecnico portoghese è finito nel mirino della UEFA dopo le parole rivolte all’arbitro Taylor e al designatore Rosetti al termine della finale di Europa League.

Mourinho squalifica UEFA
(Foto: Justin Setterfield/Getty Images)

José Mourinho rischia di andare incontro a una squalifica esemplare lunga dopo gli insulti rivolti all’arbitro Taylor e al designatore Rosetti al termine della finale di Europa League, persa ai rigori, contro il Siviglia a Budapest.

Come riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la UEFA sembrerebbe pronta punire il tecnico della Roma con una squalifica superiore alle due giornate, il minimo previsto per chi rivolge parole di insulto e/o offesa ai direttori di gara. I giallorossi, qualificatesi alla prossima Europa League, potrebbero fare a meno del proprio allenatore per tre o quattro partite.

La Commissione Disciplinare della UEFA, inoltre, sta esaminando tutta la stagione della Roma, sia in Italia che in Europa. L’annata del portoghese e del suo staff è stata costellata da espulsioni, ben 15, e squalifiche, l’ultima europea quella del secondo Foti che è stato fermato dal Giudice Sportivo per due giornate dopo la partita di campionato contro lo Spezia, che ha chiuso la stagione, per frasi ingiuriose a un assistente. Di queste 15, Mourinho ne conta due, ma potrebbe pagare per tutti con una squalifica molto importante. Intanto la UEFA ha fatto sapere di non considerare negativo l’arbitraggio di Taylor, che sarà ospite del presidente Ceferin, insieme alla sua famiglia, per assistere alla finale di Champions League a Istanbul fra Manchester City e Inter.

La squalifica di Mourinho non è attesa prima di un mese con la Commissione UEFA che ha tutto il tempo necessario per decidere. La riunione di primo grado, infatti, è prevista per fine giugno, dopo le altre due finali europee e la Final Four di Nations League.

Tornando sull’arbitraggio di Taylor nella finale di Europa League, in seno alla UEFA si considera un metro di giudizio uniforme. Il rigore concesso al Siviglia, che in diretta sembrava molto evidente, è stato tolto per merito della tecnologia, fattore che viene sempre sottolineato con estremo piacere dalle parti di Nyon. Il braccio di Fernando, che ha fatto infuriare Mourinho e i romanisti, era in linea con il corpo, come segnalato da quasi tutti i moviolisti, arbitri ed ex arbitri, quindi giusta la decisione di Taylor di non assegnare il rigore ai giallorossi e del VAR di non intervenire. Resta invece più di un dubbio sulla scelta di non espellere, per seconda ammonizione, Lamela per una sbracciata che in Europa è stata sanzionata molte volte.

Se il giudizio sull’arbitraggio è positivo, lo stesso non può dirsi sulla gestione del clima che imperava sulla panchina della Roma. Qui sul banco degli imputati c’è però il quarto uomo Oliver, anche se tutta la squadra arbitrale è responsabile in questi casi. Al quarto uomo inglese si contesta come potesse segnalare prima all’arbitro principale i comportamenti di Mourinho e di buona parte della sua panchina, andando così a evitare che la situazione degenerasse definitivamente dopo il triplice fischio. La UEFA ha condannato con forza anche quello che è successo all’aeroporto di Budapest il giorno dopo, con l‘arbitro Taylor preso di mira da un nutrito gruppo di tifosi della Roma con la situazione che si è fatta subito tesa fra insulti e lancio di oggetti. Il fischietto inglese, accompagnato dalla sua famiglia, è stato scortato dalla polizia per recarsi sull’aereo che lo ha riportato a casa.

La scelta di Ceferin di invitare Taylor e la sua famiglia a Istanbul per la finale di Champions va letta non come “rimborso” per quanto accaduto, ma per dimostrare come la UEFA protegga i suoi arbitri e che le indiscrezioni di uno stop per i presunti errori in Siviglia-Roma fossero del tutto infondate. Infine, sono nel mirino tutti i comportamenti portati avanti dalla panchina giallorossa per l’arco di tutta la stagione. Una sorta di “strategia della tensione” che si scatena alla prima chiamata arbitrale che va contro la Roma e che continua fino, e anche dopo, al triplice fischio.