A poco meno di due mesi dall’inizio dei Mondiali femminile in Australia e Nuova Zelanda, ben sette dei 32 paesi che vedranno la propria nazionale impegnata non hanno ancora visto l’assegnazione dei diritti TV della competizione iridata. Fra queste c’è anche l’Italia.
Secondo quanto riporta il sito del quotidiano inglese The Telegraph, la FIFA non ha certo nascosto il proprio malumore verso le emittenti italiane, che hanno sì presentato delle offerte per aggiudicarsi la trasmissione dell’evento calcistico più importante del calcio femminile. Infatti, le offerte pervenute alla FIFA valevano l’1% di quelle consegnate per il recente Mondiale maschile in Qatar. Malumore manifestato anche dal presidente del massimo organo del calcio mondiale, Gianni Infantino.
Non che le altre emittenti nazionali europee abbiano presentato offerte vantaggiose. Per esempio in Germania, le varie emittenti hanno inoltrato proposte del valore inferiori al 3% di quelle presentate per il Qatar. Questa scelta ha fatto del tutto infuriare gli uomini FIFA, visto che i dati più alti registrati dalla televisione tedesca per un evento sportivo sono arrivati per la semifinale Inghilterra-Germania a Wembley degli Europei femminili. L’emittente ARD, infatti, ha avuto 21,8 milioni di spettatori, superando qualsiasi partita dei Mondiali maschili del 2022. Per il momento non è stato trovato l’accordo nemmeno nel Regno Unito, anche se nelle ultime ore la coppia BBC-ITV sarebbe vicinissima a trovare la chiusura del cerchio.
Nelle scorse settimane, quando si profilava già il rischio di una sorta di blackout per quanto riguarda i Mondiali femminili, i ministri dello sport di Italia, Francia, Germania e Spagna, con il segretario di Stato per la cultura, i media e lo sport del Regno Unito hanno manifestato tutta la loro preoccupazione per questa vicenda, augurandosi che le emittenti dei rispettivi paesi giungessero quanto prima a un accordo con la FIFA per la trasmissione del Mondiale in Australia e Nuova Zelanda.
La dichiarazione congiunta dei ministri dello sport recita: «Noi, in qualità di ministri dello sport dei paesi europei le cui squadre nazionali di calcio femminile si sono qualificate per la Coppa del mondo femminile FIFA che si terrà in Australia e Nuova Zelanda, dal 20 luglio al 20 agosto 2023 , hanno preso atto con preoccupazione che finora non sono stati attribuiti diritti televisivi per le partite trasmesse nei nostri Paesi. Siamo consapevoli dei legittimi interessi e dei vincoli di bilancio che esercitano pressioni sia sugli assegnatari che sulle emittenti indipendenti, che hanno bisogno di un modello economico praticabile per ciascuno di loro. Riconosciamo inoltre gli specifici vincoli organizzativi che possono incidere sul “valore di mercato” dei diritti delle emittenti europee (periodo e ore di trasmissione).
Tuttavia, siamo convinti che la copertura mediatica della Coppa del Mondo femminile sarà decisiva per migliorare la visibilità globale dello sport femminile nei nostri paesi europei. L’esposizione mediatica agli sport femminili ha infatti un impatto molto significativo sullo sviluppo delle pratiche sportive delle donne e delle ragazze. A causa dell’elevato potenziale della FIFA Women’s World Cup e delle questioni sportive e sociali in gioco, consideriamo nostra responsabilità mobilitare pienamente tutte le parti interessate, affinché raggiungano rapidamente un accordo. Queste sono decisioni che la FIFA e le emittenti devono prendere in modo indipendente, ma sappiamo che le discussioni sono in corso e siamo fiduciosi nella capacità della FIFA e delle emittenti indipendenti di trovare un percorso comune verso uno sviluppo equo della Coppa del Mondo femminile della FIFA».