La Juventus ha praticamente chiuso la propria stagione nella serata di ieri, con la sconfitta interna per mano del Milan, arrivata a causa di una rete dell’attaccante francese Olivier Giroud. Un gol che ha sancito la matematica qualificazione dei rossoneri alla prossima edizione della UEFA Champions League e che – allo stesso tempo – terrà fuori i bianconeri dalla massima competizione europea per club.
I risultati sul campo si incrociano inevitabilmente con i processi di fronte alla giustizia sportiva per i bianconeri. Una qualificazione alla prossima Champions League conquistata sul campo non avrebbe comunque garantito alla Juventus la partecipazione al torneo, dal momento in cui la stessa UEFA si prepara a punire il club piemontese per le violazioni delle norme del Fair Play Finanziario, legate a quanto emerso dalle indagini sui conti della società degli ultimi anni.
Attualmente la Juventus attende le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello federale, che le ha inflitto una penalizzazione di 10 punti in classifica. Nel frattempo, novità sono attese anche sul fronte del secondo filone di indagini che riguarda le cosiddette “manovre stipendi”, i rapporti con alcuni agenti e le partnership sospette con altri club. Ma come converrà muoversi alla Juventus in vista della prossima stagione, considerando che quella attuale è ormai compromessa? Al club bianconero conviene presentare un nuovo ricorso sul caso plusvalenze?
Le parole del Chief Football Officer Francesco Calvo sembrano indicare la direzione di una “resa” su questo fronte. Con la finale di Coppa Italia vinta dall’Inter, la Juventus ha conquistato matematicamente la qualificazione almeno alla Conference League in vista del 2023/24. Un risultato che, in caso di intervento della UEFA con nuove sanzioni, metterebbe i bianconeri al riparo dal rischio di un’esclusione dalle coppe per due stagioni.
Il club a questo punto potrebbe cercare di chiudere tutte le “partite” di fronte alla giustizia sportiva in questa stagione. Per farlo, la Juventus potrebbe cercare di intraprendere il percorso del patteggiamento e, a tal proposito, la rinuncia ad un ricorso che rischia di non produrre nessuna conseguenza positiva (quello per il caso plusvalenze, dal momento in cui il Collegio di Garanzia ha già confermato la solidità dell’impianto accusatorio e la possibilità di rientrare in corsa per la Champions sono nulle), potrebbe essere interpretata positivamente dalla FIGC.
La Federcalcio potrebbe così essere disposta a “trattare” con i bianconeri, per chiudere tutto con la stagione 2022/23 e ripartire da zero nel 2023/24. La stessa UEFA potrebbe decidere di punire la società con l’esclusione dalle coppe, non un dramma per la Juventus considerando che la Conference League vanta un valore economico e sportivo molto ridotto rispetto a quello della Champions.
Una rinuncia – che sicuramente avrebbe un costo, anche dal punto di vista del ranking UEFA, oltre che per la possibilità di sollevare un trofeo – sarebbe comunque più digeribile, soprattutto se nella stagione 2023/24 la Juventus potesse partire alla pari degli altri club, puntando nuovamente a quel quarto posto che garantirebbe la qualificazione alla prima edizione della nuova Champions League. Il torneo cambierà format, passando a 36 squadre con girone unico, e quella del 2024/25 sarà l’edizione più ricca di sempre.