Plusvalenze, Juve pronta a lottare: i due pilastri della difesa

Sono due i punti chiave sui quali la Juventus farà leva per la propria strategia difensiva. C’è l’ipotesi di tornare al Collegio di Garanzia del Coni.

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(Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

La Juventus torna in aula. Il club bianconero, di fronte alla Corte federale d’Appello, riprenderà la discussione in merito alla posizione di sette ex membri del CdA (e di conseguenza della società, con tanto di possibile nuova penalizzazione) sul caso plusvalenze.

Il Collegio di Garanzia del Coni – terzo grado di giudizio della giustizia sportiva – aveva ritenuto non sufficientemente motivato il come e il perché il CdA fosse ritenuto colpevole di illeciti. Il Procuratore federale Giuseppe Chinè dovrà quindi motivare meglio le inibizioni inflitte lo scorso 20 gennaio, oppure prosciogliere Nedved, Garimberti, Grazioli-Venier, Hughes Marilungo, Roncaglio e Vellano.

In base a questo passaggio, si potrà chiedere una nuova penalizzazione. Si riparte da -15 e la Juventus punta chiaramente a una rimodulazione al ribasso. Classifica alla mano, un -5 o un -6 consentirebbero di restare in corsa Champions. Ma quale sarà – spiega Tuttosport – la strategia della società?

  • far prosciogliere i membri del CdA;
  • fare in modo che il loro proscioglimento incida in maniera proporzionalmente corposa sui 15 punti di penalizzazione che al momento risultano paradigma di riferimento.

Quanto al primo aspetto, è stato scritto nelle memorie difensive e il club lo sosterrà in arringa: esiste un modello di prevenzione, strumento con cui le società si tutelano rispetto ai comportamenti dei propri dirigenti, e questo deve quantomeno essere una attenuante. Per la Juve i membri del CdA non potevano capire che si stessero facendo plusvalenze artefatte quando è acclarato che non esiste un metodo oggettivo per stabilire le valutazioni dei calciatori. Soprattutto in una società, sostiene la difesa, in cui le competenze sono ben divise.

Quanto al secondo aspetto, verrà sottolineato che passando da 11 a 4 dirigenti ritenuti colpevoli, occorrerebbe intervenire nettamente sulla penalizzazione. La difesa sosterrà che anche passare dal 2° al 4°posto in classifica è afflittivo: ballano tra i 10 e i 12 milioni di euro di ricavi. E comunque, sosterrà l’avvocato Bellacosa, la penalizzazione deve essere individuata in base a principi di equità e proporzionalità.

 

Molto dipenderà dalle richieste di Chiné: il 20 gennaio aveva chiesto 9 punti, fu poi la Corte ad aumentare mesi e punti. Per logica, sarebbe lecito aspettarsi una richiesta analoga. Ma non è da escludere che il procuratore alzi la posta visto che comunque il suo impianto accusatorio di base ha retto anche in Collegio. Poi sarà la Corte a esprimersi. Ricordando che una nuova penalizzazione incisiva porterebbe a rivolgersi ancora al Collegio di Garanzia.