Lunga intervista a La Nazione da parte del senatore Matteo Renzi, che torna a parlare del restyling del Franchi a Firenze. Lo fa dopo le parole del patron della Fiorentina Rocco Commisso, che ha “accusato” Renzi di farsi pubblicità con il club toscano e di avere sostenuto ora delle idee che dovevano essere presentate ormai da tempo.
«Ho le spalle grosse, non mi impaurisco se la piazza viene aizzata contro di me. Ripeto il concetto: 155 milioni di euro delle nostre tasse devono andare per le case popolari, per le scuole non per la Fiorentina. In tutto il mondo gli stadi vengono costruiti o ristrutturati dai privati, non dalle tasse del contribuente. E siccome io a Firenze sono nato, vivo e pago le tasse ho il diritto di dire che non voglio che il Comune indebiti i miei figli quando lo Stadio può essere rimesso a posto dal privato», ha esordito Renzi a proposito della questione stadio.
Poi, sul fatto che Commisso non metterà un euro, Renzi aggiunge: «Dovete chiederlo a lui. La mia posizione non cambia perché sono un senatore che si preoccupa dell’interesse pubblico, non delle dichiarazioni di un privato. Il bilancio della Fiorentina è un modello solido, a differenza di altre squadre di A. Merito di una dirigenza competente e di qualche cessione importante. Sono i proprietari della Viola a dover decidere. Quel che è certo è che continuo la mia battaglia contro i soldi pubblici al Franchi: magari rimarrò da solo, ma è una battaglia giusta».
Renzi parla poi dell’idea di demolire le curve del Franchi: «Ho posto il tema alla premier e al ministro Fitto la settimana scorsa. Sono intervenuto in Aula e ho riscosso molti consensi da tutte le parti politiche quando ho chiesto: ma vi sembra possibile che sia monumento nazionale la Curva Ferrovia? Vogliamo dire che le scale elicoidali del Nervi o la Torre di Maratona sono monumento nazionale? Ci sto. Ma chi dice che la Curva Ferrovia è monumento nazionale, racconta una barzelletta. Le curve si possono buttar giù senza problemi: io presenterò in Aula un emendamento ad hoc. E vedremo chi sta con chi».
Secondo il senatore, senza i soldi necessari per il progetto del Franchi «la gara per lo stadio va sospesa in autotutela perché i soldi non ci sono. E il vicepresidente del Consiglio, Salvini ha già detto che non metteranno risorse pubbliche per coprire i 55 milioni mancanti».
Secondo Renzi «Nardella deve prendere atto che i soldi europei non ci sono e battere cassa al Governo per Firenze chiedendo di avere le stesse risorse per altri progetti e facendo togliere il vincolo delle curve. Può farcela, tutta la città deve dargli una mano in questa direzione. Ormai Dario è alla fine di un ciclo di vent’anni in Palazzo Vecchio: cinque da consigliere con Domenici, cinque da vicesindaco con me, dieci da sindaco. Capisco che stia legittimamente immaginando il suo futuro personale, è fisiologico. Ma non può indebitare le nuove generazioni per un puntiglio ideologico o esporre il Comune a potenziali risarcimenti milionari».