Una serie tv sul Napoli, l’attesa per la conquista del primo Scudetto della sua gestione e i quarti di finale di Champions League. Sono alcuni dei temi toccati dal patron dei partenopei Aurelio De Laurentiis, che ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano olandese De Telegraaf. «Quando abbiamo comprato il Napoli nel 2004, il club era sull’orlo della bancarotta. Non c’era niente. Nessun buon giocatore, nessuna struttura, niente. Abbiamo costruito una nuova realtà da quel punto zero», ha esordito.
Proprio sulla rinascita del Napoli, De Laurentiis spiega che «abbiamo pensato di realizzare una serie tv sull’argomento, con la CBS negli Stati Uniti. O di fare qualcosa legato a questo terzo Scudetto, lo Scudetto italiano. Ma vinciamo prima quello», ha proseguito il patron degli azzurri.
Poi, una frecciata al movimento calcistico italiano e una personale spiegazione del perché il Napoli non abbia vinto per tanto tempo: «Il fatto che il Napoli non vinca lo Scudetto da tanti anni non è dovuto solo al Napoli stesso, ma anche ad altri fattori che ora stanno lentamente ma inesorabilmente venendo a galla. Ma non voglio aggiungere altro a riguardo».
Poi, a proposito dei contrasti tra nord e sud: «Capisco che sia importante per i napoletani che il Napoli finalmente vinca di nuovo lo scudetto dopo 33 anni. Per Napoli e i suoi abitanti sembrerà un riscatto contro il nord Italia, una vendetta per chi si sente svantaggiato o discriminato. Tuttavia, mi batto perché il sud e il nord formino un’unità italiana. Non è facile, ma sono orgoglioso di portare la bellezza del sud nella nebbia del nord. Ho sempre considerato Napoli una città centrale, universale a livello europeo. Molti altri hanno visto la città in modo provinciale. Non voglio niente di tutto questo».
Sulle ambizioni, De Laurentiis è chiaro: «Io lavoro per vincere. Quando siamo arrivati in Serie A, il Napoli era alla posizione 550 dei club al mondo. Dopo due o tre anni eravamo tra le migliori venti squadre europee e mercoledì (questa sera, ndr) siamo ai quarti di Champions League. […] Non sono i titoli e il successo a coronare la gloria, ma il lavoro che si fa per raggiungerli».