Juventus penalità manovra stipendi
(Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)

In attesa delle motivazioni sulla sentenza della Corte federale d’Appello che ha sanzionato la Juve con 15 punti di penalizzazione, il club bianconero studia le carte a caccia di quel vizio di forma che potrebbe convincere il Collegio di Garanzia dello Sport ad accettare il ricorso che verrà presentato dalla società. Il Collegio non giudicherà nel merito la sentenza contro cui si ricorre, ma solo nella sua legittimità.

Un potenziale elemento giuridico in questo senso interessante – scrive La Gazzetta dello Sport – è l’articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva. L’articolo in questione è quello sui «doveri di lealtà, correttezza e probità» e si collega (al comma 2) all’articolo 8 (quello che definisce le sanzioni, compresa la pena afflittiva dei punti tolti nel campionato in corso). Come noto, la Procura federale ha portato davanti alla Corte un’istanza di revocazione per ripetere il secondo grado di un procedimento con sentenza già passata in giudicato.

Dal punto di vista procedurale, pur facendo parte di un unico processo (iniziato con il deferimento dell’1 aprile 2022), l’accusa può modificare alla luce delle nuove prove raccolte le sanzioni, purché siano previste dagli stessi capi di incolpazione presentati all’inizio del processo stesso. E nel deferimento di aprile 2022 alla Juve non è contestato l’articolo 4. Sono presenti solo il 31 comma 1 (quello sugli illeciti amministrativi come le plusvalenze) e l’articolo 6 (comma 1 e 2) sulla responsabilità diretta e oggettiva del club sull’operato dei suoi rappresentanti e dirigenti.

Il club si chiede dunque se non sia stato contestato un illecito non presente nel primo deferimento. Per la Procura no, perché in quel documento erano accusati di aver violato l’articolo 4 tutti i dirigenti coinvolti e visto che il club ne è responsabile (direttamente e oggettivamente) la sanzione della penalizzazione può essere comunque addebitata alla Juve.

Gli avvocati bianconeri , da parte loro, non sono d’accordo. Lo hanno fatto presente anche nelle controrepliche con cui si è chiusa l’udienza davanti alla Corte d’Appello federale. Si legge in effetti che l’articolo 4 debba essere rispettato dai «soggetti di cui all’articolo 2». Che recita: «Il Codice si applica alle società, ai dirigenti, agli atleti, ai tecnici…». Dunque, attenendosi rigorosamente al Codice, il famoso articolo sulla lealtà che ha determinato la penalizzazione avrebbe potuto essere contestato anche alla società Juventus. Non resta che attendere il parere del Collegio di Garanzia dello Sport.

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