Moggi indagine FIGC
(Foto: GIULIO PISCITELLI/AFP via Getty Images)

A sorpresa durante l’ultima assemblea degli azionisti della Juventus ha preso la parola anche Luciano Moggi. Lo storico direttore generale del club bianconero dal 1991 al 2006, quando è stato coinvolto in Calciopoli con la Juventus poi retrocessa in Serie B e il dirigente è stato radiato da qualsiasi ruolo in ambito sportivo in Italia, è intervenuto durante l’assemblea dello scorso 27 dicembre che ha approvato il bilancio al 30 giugno 2022 (chiuso con una perdita di 238 milioni di euro), con uno show e parole in difesa del presidente dimissionario Andrea Agnelli.

Un intervento che è costato a Moggi intorno ai 7 euro in acquisto di quote. Come emerge dagli allegati al verbale dell’assemblea del club bianconero dello scorso 27 dicembre visionati da Calcio e Finanza, infatti, l’ex dirigente della Juventus possiede direttamente 20 azioni della società, pari allo 0,0000008% del capitale. L’ex dirigente non era infatti presente tra gli azionisti del club bianconero nell’ultima assemblea dei soci andata in scena a fine novembre 2021: considerando il prezzo medio tra fine novembre 2021 e fine dicembre 2022, pari a 0,35 euro per azione, il costo per le 20 azioni si aggirerebbe così intorno ai 7 euro.

Un acquisto recente che fa pensare alla scelta di volere avere azioni in mano, anche poche, per potere intervenire in assemblea al fine di schierarsi accanto ad Andrea Agnelli dopo le dimissioni da presidente della Juventus per il caso legato a plusvalenze e manovre stipendi.

Nel corso dell’assemblea, Moggi ha insistito sul fatto che la riapertura del caso plusvalenze debba portare anche alla riapertura dello storico caso Calciopoli.

«Se è vero che è stato riaperto il caso plusvalenze perché pensano di aver trovato elementi nuovi, è altrettanto vero che bisognerebbe riaprire Calciopoli, una ferita che non si rimargina ancora ne per noi ne per la Juventus», ha ribadito ancora Moggi mostrando nuovamente una chiavetta che conterrebbe contenuti sull’ex presidente della FIGC Franco Carraro.

«Visto che io sono uno abituato a vivere e non ad esistere, continuo a combattere per Calciopoli. Noi siamo considerati colpevoli di cose che hanno fatto altri. Ho qui una chiavetta che finalmente è completa di tutto – ha detto mostrando la chiavetta USB – in cui Carraro (ex presidente FIGC, ndr) diceva che la Fiorentina non poteva retrocedere e neanche la Lazio, ma chiedeva di non aiutare la Juventus prima di una partita contro il Milan. E ci sono le registrazioni di Meani che parla degli arbitri».

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