De Laurentiis indagine Procura
Aurelio De Laurentiis (Photo Cesare Purini / Insidefoto)

E’ stata la settimana della penalizzazione in classifica ai danni della Juventus. Così ha deciso la Corte d’Appello federale, che ha inflitto 15 punti di penalizzazione ai bianconeri (da scontare nella stagione corrente) a seguito dei nuovi fatti emersi in relazione al caso plusvalenze.

Fondamentale diventerà leggere le motivazioni della Corte d’Appello, attese nel giro di dieci giorni. Lì è contenuta la chiave del processo. La più esemplare condanna in un processo per plusvalenze artificiali – secondo La Repubblica – rischia però di sdoganare, a ogni livello, il ricorso alla pratica dello scambio a prezzi gonfiati. Perché assolvere tutte le altre squadre e non la Juventus vuol dire certificare che a essere punibile non è lo scambio in sé. Ma il “sistema” che li produce.

E quindi, se di altre squadre non è possibile riscontrare una complessiva condotta sleale, chi gonfia i valori per truccare i bilanci non può essere condannato. Quindi: liberi tutti, tranne la Juventus. Ma questo non vuol dire, come hanno scritto i legali del club bianconero, che pagherà solo la Juventus. Vuol dire che la giustizia sportiva sa colpire solo se sei tu stesso a dichiararti, nei fatti, colpevole.

Le “dichiarazioni auto accusatorie” sono carpite grazie ai mezzi della giustizia ordinaria. Senza, è quasi impossibile colpire un club. Per questo – scrive il quotidiano -, a breve il procuratore Chinè chiederà alla Procura di Napoli gli atti dell’inchiesta sul falso in bilancio che riguarda il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis a proposito dell’acquisto del calciatore nigeriano Victor Osimhen.

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