Juventus stipendi dirigenti
Da sinistra, Agnelli, Nedved, Arrivabene e Cherubini (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Superato il primo impegno in campo, con la vittoria per 2-1 sul Monza grazie al gol decisivo di Chiesa, la nuova Juventus di Ferrero oggi, verso le 12.30, insieme ad altri 8 club, sarà davanti alla Corte federale d’Appello a sezioni uniti che deciderà se confermare l’assoluzione per le società nel caso plusvalenze, come in primo o secondo grado, o se giudicherà nuovamente la Juve e le altre società, ancora non colpevoli o meno. L’ultima ipotesi potrebbe portare a una penalizzazione in classifica. A riferirlo è La Gazzetta dello Sport.

Il 22 dicembre la Procura federale ha presentato un’istanza di revocazione della sentenza di assoluzione che la Corte aveva emesso il 27 maggio nei confronti dei bianconeri e degli altri club coinvolti nel primo processo sulle presunte plusvalenze fittizie:

  • Sampdoria
  • Pro Vercelli
  • Genoa
  • Parma
  • Pisa
  • Empoli
  • Pescara
  • Novara

Il procuratore capo Chiné è convinto che nelle 14mila pagine di Prisma si trovino «numerosi indizi gravi idonei a modificare la decisione finale», in particolare intercettazioni telefoniche e ambientali, documenti digitali e non, che «dimostrano l’esistenza di un sistema, di una programmazione di budget di compravendita di calciatori effettuate non per motivi tecnici ma per ragioni esclusivamente collegate a conseguire, mediante artifizi, determinate risultanze economico-finanziarie».

Da questo il procuratore partirà questa mattina nell’udienza (da remoto) e dopo aver motivato l’ammissibilità del suo ricorso, procederà subito alla richiesta di sanzioni per la Juve, gli altri otto club e i 52 dirigenti o ex dirigenti tra cui Agnelli, Nedved, Arrivabene e Cherubini. Le richieste di sanzioni potrebbero però essere diverse da quelle fatte nel primo processo. All’epoca Chiné aveva chiesto multe per i club (800 mila euro per la Juve) e inibizioni per i dirigenti (12 mesi per Agnelli, 16 e 10 giorni per Paratici).

L’articolo che definisce le violazioni in materia gestionale ed economica è il 31 del Codice di Giustizia sportiva che prevede la penalizzazione di punti (e persino la retrocessione) nel caso in cui si dimostri che l’illecito abbia permesso l’iscrizione al campionato (comma 2). Data, però, la difficoltà evidente di dimostrare che le plusvalenze abbiano determinato un’iscrizione altrimenti impossibile (tornerebbe il problema di come si possa definire il reale valore di un giocatore), è questo l’elemento normativo che, se la Procura ritenesse i nuovi elementi probatori particolarmente gravi, potrebbe comunque portare alla richiesta di punti di penalizzazione.

Dall’altra parte gli avvocati della Juventus, e degli altri club, illustreranno la strategia difensiva con la Corte, presieduta sempre dal giudice Torsello, si riunirà in camera di consiglio e in giornata prenderà la propria decisione. Prima di tutto la dovrà prendere in merito all’ammissibilità dell’istanza della Procura federale per riaprire il caso con nuove prove indiziarie e, a quel punto, deciderà nel merito qualora venisse accolta l’istanza. I club, a quel punto potrebbero essere nuovamente assolti da ogni accusa o andare in corso a una condanna, con i dirigenti. In caso di punti di penalizzazione, la sentenza sarebbe subito esecutiva con le varie società che potrebbero fare appello al Collegio di garanzia del Coni.

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