Radrizzani entra in DAZN

Andrea Radrizzani entra in DAZN. L’imprenditore, attraverso il fondo Aser Ventures, controlla infatti il 5% delle azioni ordinarie della piattaforma di sport in streaming, come corrispettivo per la cessione della concorrente Eleven Sport, ceduta a settembre dello scorso anno.

Come riporta MF-Milano e Finanza, alla partecipazione di minoranza assegnata al proprietario del Leeds si aggiunge il 5% dei titoli speciali emessi dall’OTT che potranno convertirsi in capitale in caso di vendita o quotazione. Radrizzani, inoltre, è entrato nel Consiglio di Amministrazione di DAZN con lo scopo di rafforzare la presenza della piattaforma in Italia, dove detiene i diritti di trasmissione della Serie A fino alla stagione 2023/24.

Come noto, DAZN punta a rinnovare l’accordo per la trasmissione del massimo campionato italiano per il prossimo ciclo, che potrebbe essere quinquennale e non più triennale (come accade invece ora). Proprio in questa ottica, allargando lo sguardo a livello globale, la piattaforma streaming ha già preso impegni di acquisto di immagini sportive per circa 10 miliardi di euro da qui al 2028.

La controllante di DAZN, AI Perform Holdings, ha infatti comprato contenuti audiovisivi per 12,6 miliardi, anche se dai bilanci non è chiaro quali obblighi abbia assunto direttamente la capogruppo. L’investimento sui diritti tv non ha ancora generato profitti. DAZN ha chiuso il 2021 con una perdita operativa di 1,3 miliardi a fronte di 1,4 miliardi di ricavi. Il rosso netto si è attestato a 2,2 miliardi, a causa principalmente degli interessi pagati sui prestiti concessi dalle controllanti. In totale, nel giro di tre anni la piattaforma streaming ha accumulato circa 5 miliardi di perdite, ma il board guidato da Shay Segev ha preannunciato un cambio di passo.

Dopo aver concluso una ricapitalizzazione da 4,3 miliardi nel 2021, il magnate di Access Industries Len Blavatnik ha iniettato altri 730 milioni in DAZN nel corso del 2022. L’obiettivo è creare la Netflix dello sport, costruendo intorno al portafoglio di diritti una serie di altri servizi, come scommesse e videogiochi, che garantiscano margini e ritorni ampi.

Dal punto di vista finanziario, l’idea principale è la quotazione in borsa che, secondo indiscrezioni, era inizialmente prevista nel 2022. La tempesta sui mercati innescata dal rialzo dei tassi d’interesse ha spinto Blavatnik a rinviare al 2023 o 2024 l’appuntamento con la Borsa che comunque appare ancora la via maestra, perlomeno nel medio termine. Più a breve, tuttavia, non è da escludere che investitori strategici, fondi di private equity o più probabilmente sovrani possano farsi avanti per una quota di DAZN.

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