Calvarese a CF: «Mondiali, quanto guadagnerà l'arbitro della finale»

Gianpaolo Calvarese, ex arbitro di serie A con all’attivo più di 300 gare nella massima serie considerando tutti i ruoli (arbitro, VAR e arbitro addizionale), è ora imprenditore nell’azienda di…

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(Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Gianpaolo Calvarese, ex arbitro di serie A con all’attivo più di 300 gare nella massima serie considerando tutti i ruoli (arbitro, VAR e arbitro addizionale), è ora imprenditore nell’azienda di famiglia che produce integratori sportivi naturali Aperegina. Inoltre ogni mercoledì sera di Champions League è parte della scuderia di Amazon Prime Video per commentare nella Var Room il match trasmesso dal broadcaster in Italia. 

L’ex direttore di gara teramano, dopo alcuni interventi su Calcio e Finanza, ha deciso di proseguire la collaborazione con la nostra testata inviando un contributo verso la prossima finale dei Mondiali.

Anche gli ottavi di finale del Mondiale si avviano alla conclusione e le squadre rimaste si preparano per affrontare i quarti di finale. Ci avviciniamo così sempre più al momento clou di tutto l’evento: la finale, che andrà in scena domenica 18 dicembre. L’evento è, ovviamente, uno dei più importanti appuntamenti sportivi dell’anno insieme all’atto conclusivo della Champions League e al Super Bowl. Gli occhi del mondo saranno su tutti gli atleti che scenderanno in campo e quindi, anche sull’arbitro che dirigerà la finale.

Un “dettaglio” a cui spesso molti non prestano attenzione. Eppure, così come per i giocatori, anche per il direttore di gara l’atto conclusivo del Mondiale è il gradino più alto di un’intera carriera sportiva. Il momento più desiderato, quello solo accarezzato con la mente e mai pronunciato, per paura, incredulità o scaramanzia.

E, al netto della bella somma che un arbitro va a percepire arbitrando la finale – più di 15mila euro – sono ben altre le ragioni che portano a considerare l’evento come il più importante della carriera. La visibilità planetaria, innanzitutto: per un direttore di gara, che non ha certo la fama di un calciatore, è l’occasione unica di avere l’attenzione di tutti gli appassionati del mondo addosso.

E poi: gli auguri del presidente del proprio Stato e di quello della propria federazione, del Ministro dello Sport, di tutti i colleghi. Insomma, arbitrare la finale di un Mondiale significa scrivere il proprio nome nella storia del calcio. Una firma che resta indelebile, un orgoglio senza fine. Si tratta di un onore che gli italiani hanno potuto provare per ben tre volte nella storia, grazie a Sergio Gonella, Pierluigi Collina e Nicola Rizzoli.

E quest’anno invece? Chi sarà il direttore di gara a cui verrà concesso questo privilegio? I quarti di finale devono ancora iniziare, ma possiamo già dare qualche nome tra i possibili papabili.

L’olandese Danny Makkelie non è stato forse all’altezza delle aspettative e difficilmente potrà farcela. Buone chance per il francese Clément Turpin e per l’inglese Anthony Taylor, ma attenzione: una delle loro nazionali, che si sfideranno ai quarti, rischia seriamente di arrivare fino in fondo, compromettendo di fatto la presenza di uno di loro per la finalissima.

Attenzione anche però alla possibile designazione da Oltreoceano. Non solo arbitri europei dunque: anche César Ramos (Messico) e Ismail Elfath (USA) sono in lizza. Al netto di queste considerazioni, i due migliori arbitri che secondo noi si contenderanno la direzione della finale sono lo spagnolo Antonio Miguel Mateu Lahoz ed il nostro Daniele Orsato. Quest’ultimo, ahinoi, non avrà problemi di interferenza tra lui e la propria selezione. Nella speranza che, almeno per quanto riguarda la direzione arbitrale, ci possa essere un po’ di azzurro nel cielo dello Stadio Nazionale di Lusail.

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