Il logo dell'UEFA (Photo by Sebastian Widmann/Getty Images)

Per quale scopo si costruisce uno stadio, perché collocarlo in un luogo piuttosto che in un altro, concependolo fin dalla progettazione come un elemento inserito nel paesaggio. Come renderlo rispettoso dell’ambiente, sia dal punto di vista del risparmio energetico che dello smaltimento dei rifiuti prodotti in occazione degli eventi sportivi che ospiterà. Sono gli scopi che si è proposta la Uefa lanciando le sue nuove linee guida per le infrastrutture sostenibili, in occasione dell’evento nella MEWA Arena di Mainz, in Germania.

Il documento (176 pagine, prefazioni del presidente Aleksander Čeferin e del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Frans Timmermans) introduce il concetto di sostenibilità delle infrastrutture. Sono trattati argomenti chiave come l’ubicazione, il design, l’ideazione e la costruzione, il terreno e il paesaggio. È citato l’esempio dello stadio Tórsvollur nelle Isole Faer Oer, che utilizza proiettori a led per ottimizzare l’uso dell’energia, a sua volta prodotta in gran parte da calore geotermico.

Inoltre ci sono approfondimenti sulla fase di gestione, l’uso della tecnologia integrata nell’infrastruttura dello stadio e la qualità del campo, la gestione dei rifiuti legati agli eventi e le questioni di salute e sicurezza. Obiettivo dell’evento – con tavole rotonde e presentazioni di esperti su impianti e sedi di calcio sostenibili – è stato quello di favorire il passaggio di conoscenze e la condivisione delle migliori pratiche.

Approvate dalla Commissione Europea, le linee guida si prefiggono di aiutare federazioni nazionali, Leghe, club, gestori di stadi e infrastrutture, le autorità locali e altre parti interessate a integrare le pratiche ESG (Environmental, Social, Governance) e generare valore nelle tre fasi del ciclo di vita delle infrastrutture calcistiche entro il 2030.

“La migliore preparazione per domani è fare del nostro meglio oggi. Queste linee guida offrono molte soluzioni e principi innovativi – si legge nella prefazione di Čeferin – sia che si voglia costruire nuove strutture o ristrutturare quelle esistenti. Se il calcio si unirà e unirà il suo potere per guidare un cambiamento sostenibile, avrà un impatto positivo potente e duraturo”.

“Le soluzioni presentate in queste linee guida sulla sostenibilità per le infrastrutture calcistiche sono dei veri punti di svolta. Che si tratti di costruzioni, trasporti, rifiuti o energia – è il contributo di Timmermans – è chiaro che la progettazione e il funzionamento intelligenti degli stadi di calcio e degli impianti sportivi possono renderli veri campioni dell’azione per il clima”.

“Oggi diamo il via a uno sforzo ad ampio raggio per sostenere la sostenibilità delle infrastrutture in tutto l’ecosistema calcistico europeo – ha sottolineato Michele Uva, Football and Social Responsibility Director – anche attraverso traduzioni in tutte le lingue UEFA e sessioni dedicate con esperti in materia sui criteri ambientali, sociali e di governance nell’area delle infrastrutture calcistiche”.

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