Gosens ubriaco Vitesse
Robin Gosens, esterno dell'Inter (photo by DAZN)

«Quando mi ha notato l’osservatore del Vitesse, stavo facendo una partita fra amici ed ero mezzo ubriaco! Avrò dormito un’ora prima di giocare». A rivelarlo è il laterale sinistro dell’Inter Robin Gosens, intervistato da DAZN per la rubrica “1 vs 1”, in onda a partire da oggi, venerdì 11 novembre, sulla piattaforma di sport in streaming.

Il terzino ex Atalanta è stato il protagonista della marcia di avvicinamento per la sfida della squadra di Simone Inzaghi a Bergamo, in programma per domenica alle 12:30, proprio dove l’esterno tedesco è stato uno dei pilastri della formazione allenata da Gian Piero Gasperini.

L’intervista ripercorrere la carriera di Robin Gosens e parte proprio dal suo approdo all’Inter dall’Atalanta e ripercorre le tappe calcistiche della sua vita. «In Italia sono arrivato che ero uno sconosciuto – l’Atalanta ha pagato 700 mila euro per avermi in squadra – e ora sono un calciatore di livello, che gioca in Nazionale e in serie A: questo per me rappresenta il mio percorso di crescita. L’Inter è stata un’occasione perché è una delle squadre più forti al mondo. È stata una sorpresa anche per me, arrivata in un momento sfortunato perché mi ero appena infortunato, ma ho lottato per tre anni prima di avere un’occasione del genere», ha detto.

Sul rapporto con l’allenatore Simone Inzaghi: «Inzaghi è molto empatico, parla tantissimo con i giocatori e vuole sapere come vanno le cose dentro e fuori dal campo. Si sente ancora calciatore e questo secondo me è molto importante, perché gli permette di capire e gestire molto bene la squadra».

Poi, una battuta sul suo vecchio tecnico, Gasperini: «È grazie a lui se ho avuto una crescita pazzesca, mi ha insegato cose che non sapevo di essere capace di fare. Questi quattro anni passati a prepararmi tatticamente con lui mi hanno dato la possibilità di entrare in un club come l’Inter».

Sui momenti più belli di quegli anni con l’Atalanta: «Il primo goal con l’Atalanta in Europa League (Everton- Atalanta, 1-5, ndr) per me rappresenta un bel ricordo. Poi la partita a Valencia, una partita incredibile sotto tantissimi aspetti – con la pandemia e tutto quello che è successo dopo è stata un’emozione fortissima. Ed è stato anche il momento in cui siamo andati per la prima volta in Champions: lì è stata scritta la storia e la storia resta per sempre».

In chiusura, un pensiero sugli obiettivi di stagione dell’Inter: «Il momento più difficile della stagione è già passato, l’Inter deve avere l’ambizione di puntare più in alto possibile. La stagione è ancora lunga, nessuno sa come andrà, ma noi siamo pronti per affrontare tutto quello che arriverà».

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