VAR challenge Serie A
(Foto: MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

«L’All Star Game stile NBA è un progetto che stiamo esaminando. Può aver senso per rimettere al centro il gioco e il divertimento. La prima obbiezione sono gli infortuni, ma può essere l’occasione per provare nuove regole come i cambi volanti stile basket». Lo ha detto il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, intervenuto a a “La politica nel pallone”, storica trasmissione radiofonica della Rai condotta e curata da Emilio Mancuso e giunta alla sua ventesima stagione.

«La Lega Serie A sta lavorando ad un pacchetto di riforme, come la valorizzazione dei giovani. Per fine novembre contiamo di avere una serie di punti da portare alla discussione. Le idee riguardano l’ordinamento dei campionati, la lista dei 25 rispetto ai giovani che partecipano, la valorizzazione degli italiani ai campionati primavera, fino alle infrastrutture. C’è stata anche una proposta interessante di concentrare in una settimana le finali giovanili in un unico posto che creino anche un momento di aggregazione e valorizzazione delle categorie giovanili», ha aggiunto Casini.

Sull’idea di una partita di Serie A all’estero, Casini ha detto: «Dobbiamo discuterne con UEFA e FIFA. Sarebbe una novità modello NBA, è un tema che interessa le squadre e se ne è discusso. Ma sicuramente non avverrà in questo campionato», ha aggiunto ancora il presidente del massimo campionato di calcio in Italia.

Per Casini, la candidatura dell’Italia per ospitare gli Europei 2032 è «un’opportunità enorme» per risolvere la questione stadi, «soprattutto perché le organizzazioni internazionali, quando chiedono una candidatura, non si limitano a chiedere infrastrutture, ma vogliono che le stesse siano accompagnate da un progetto di inclusione, di impatto socio-economico molto articolato. Gli Europei però non devono essere l’unica opportunità, perché gli stadi vanno aggiornati e adeguati regolarmente. Come Lega Serie A ci aspettiamo che il Governo aiuti le Leghe e le squadre a snellire e semplificare tutti gli iter burocratici».

In chiusura, una battuta su qualche novità per il VAR: «Il challenge penso possa essere uno strumento utile, se ovviamente limitato come numeri. Il VAR, secondo gli studi, come tempi, sta su una media di un calcio di punizione, quindi non c’è problema reale di tempo effettivo per un challenge di squadra a tempo. Una soluzione che toglierebbe quel clima di sospetti e polemiche che accompagna spesso il gioco del calcio», ha concluso.

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