Cittadella Sport nuovo San Siro

Si è tenuto questa mattina, presso la sede del CONI a Milano, un nuovo incontro dedicato al Dibattito pubblico per il nuovo stadio di San Siro. Argomento del giorno è stato “La Cittadella dello Sport e le modalità di fruizione”, con un approfondimento dedicato all’attività sportiva che si potrà svolgere nelle strutture che – come prevede il progetto – dovranno sorgere intorno alla nuova casa di Inter e Milan.

Tra le persone intervenute durante l’incontro anche l’amministratore delegato Corporate dell’Inter, Alessandro Antonello, il quale ha spiegato che «l’idea di questo progetto è anche quella di mettere a disposizione di cittadini luoghi convenzionati e non convenzionati. Noi ci immaginiamo negli 8mila metri di aree convenzionate, e non, attività sportive di vario genere e altre iniziative per la cittadinanza».

«Ci aspettiamo che la zona sia un luogo di aggregazione per condividere i valori dello sport, ma anche servizi che ora non esistono, una biblioteca, una sala di aggregazione e molto altro. Il tema della sostenibilità sociale è stato pensato in primis come club e trasmesso ai progettisti affinché fossero tenuti in considerazione questi elementi per la cittadinanza», ha esordito il dirigente nerazzurro.

La palla è passata poi ai tecnici, a cominciare dall’ingegnere di Populous Silvia Prandelli, che ha illustrato le caratteristiche del progetto. L’obiettivo del progetto è quello di portare un benessere psicofisico nell’area e un utilizzo degli spazi equo per tutti. Da qui l’idea di sviluppare diverse attività che possano coprire tutto l’arco della giornata, con una cittadella dello sport che sia flessibile e non statica.

E’ chiaramente prevista un’evoluzione del progetto tra come è stato presentato attualmente e quello che sarà il disegno definitivo. «Siamo aperti alla discussione anche per questo motivo», ha spiegato Prandelli. Le nuove immagini dello studio presentate durante l’incontrano mostrano come l’area sulla parte est dello stadio risulti essere densa di funzioni sportive e di canali di comunicazione con le diverse aree di quartiere. L’idea era quella di inserire del verde, ma anche creare spazi di aggregazione dove le persone potessero fermarsi per più tempo anche senza svolgere un’attività sportiva.

Diverse sono le aree pensate in tal senso, a cominciare da quella che si sviluppa a nord e che è stata ribattezzata come “Polo Ludico Sportivo”. Si tratta di un polo a piano zero con diverse funzioni: calcetto, skate park, street basketball, campi da padel, campi da beach volley (con determinate funzioni in base alla stagionalità), campi tennis, spazi funzionali (arene all’aperto per avere momenti di aggregazione), parchi giochi attrezzati e aree fitness. L’idea è aprire il più possibile l’area e non creare recinzioni se non per contenere il gioco dove necessario.

La seconda area viene invece definita “Shared Street”, la strada di quartiere, sita nella parte sud in prossimità di piazza Axum. Qui si punta ad attivare una nuova area in modo da creare più flussi pedonali tra nord e sud. Prandelli ha ribadito «l’importanza di creare relazioni di prossimità e collegare queste aree in totale trasformazione». L’idea anche in questo caso è creare degli spazi dove le persone possono passare, sostare e fare esperienze fisiche o ludiche.

Una terza area di interesse è la strada che collega il comparto est con il comparto ovest. In questo polo si è deciso di inserire funzioni più “comunitarie”, puntando su dei precedenti visibili a livello italiano ed europeo. Anche il “Polo Comunitario” avrà accessi da più punti, sia dallo stadio (e dall’area di podio), sia dal polo sportivo.

Un ulteriore polo è quello – secondo il masterplan – previsto per la copertura dell’area commerciale, con una “Cittadella dello Sport”. «Non si può pensare ai giorni nostri di inserire un’attività commerciale senza pensare all’integrazione della stessa nell’area di quartiere», ha detto Prandelli. Come per il polo sportivo, anche in questo caso sono previsti campi da calcetto, padel, tennis e un’area anche per la corsa, consentendo un accesso a tutti i livelli e da tutte le parti dell’edificio (alcuni a livello pedonale e altri con ascensori). In questo modo si creeranno anche nuovi spazi visivi per avere una nuova visione del quartiere.

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