Platek: «Serie A? Migliorare governance e diritti tv»

Philip Platek, presidente americano dello Spezia, ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera, parlando della sua avventura italiana. «Se guardiamo ai cinque campionati top, l’Italia è quella che ha…

Platek investimenti Spezia
(Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images)

Philip Platek, presidente americano dello Spezia, ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera, parlando della sua avventura italiana. «Se guardiamo ai cinque campionati top, l’Italia è quella che ha i margini di crescita maggiori, con marchi ben riconoscibili dei grandi club, giocatori di alto livello. La Premier è lontana, ma pensiamo che l’Italia sia il posto giusto: il vostro calcio può tornare agli antichi splendori», ha esordito.

Sul modo in cui gli imprenditori dagli USA possano aiutare questa crescita, Platek non ha dubbi: «Quello che sappiamo fare meglio è portare le famiglie allo stadio, puntare sui bambini. Stiamo migliorando lo stadio, vogliamo che sia un boutique hotel, piccolo ma confortevole per tutti».

Poi, a proposito dei temi affrontati con gli altri presidenti americani, Platek spiega: «I vari problemi della Lega: come migliorare la governance, gestire un business miliardario come una azienda, con l’obiettivo di promuovere il prodotto, che è molto buono. Dobbiamo migliorare in questo, soprattutto nella vendita globale dei diritti».

Platek aggiunge anche una battuta sullo Spezia, per celebrare tre anni di permanenza in Serie A nonostante le difficoltà legate alle sanzioni da parte della FIFA: «E non dimentichiamo il blocco ereditato sul mercato stabilito dalla FIFA per quattro sessioni. Ottenere la riduzione non è stato facile, ma è stato fondamentale».

Gli obiettivi per il club ligure sono chiari: «Siamo pratici: dobbiamo stare in A, allargare il marchio, diventare solidi e affidabili. Come? Trovando buoni giocatori, facendoli crescere, vendendoli ai club più importanti. Stiamo facendo un buon lavoro per competere con società ben più grandi».

E ancora, una battuta su come nasca la passione per il calcio: «Abbiamo radici croate e polacche e siamo cresciuti nel Bronx, con tanti vicini italiani: la cultura del calcio ha sempre fatto parte della nostra famiglia, io ho anche iniziato a giocare ma dopo due operazioni agli occhi e un problema al tendine d’Achille mia moglie mi ha fatto capire che non era il caso».

Infine, un pensiero sulla Premier League e su come si possa competere con il miglior campionato di calcio nazionale al mondo: «Crediamo che la popolazione di buoni calciatori stia crescendo e devi essere intelligente a sceglierli. Se l’Italia sistema le questioni della Lega, i guadagni saranno maggiori: devono esserlo».