Football Affairs Premier League senza crisi

Football Affairs Premier League senza crisi – La Premier League si fermerà per commemorare la scomparsa della Regina Elisabetta II.

Il tributo alla monarca più longeva della storia britannica era stato in un primo momento lasciato a discrezione dei club ma poi, vista la totale convergenza, si è optato per lo stop collettivo. Un break doveroso per un campionato che, al di là di una ragione di tale portata, non sa e non vuole fermarsi, né dentro né fuori dai campi.

Certo, si potrà obiettare che nelle prime uscite in Uefa Champions League, i club non abbiano particolarmente emozionato e forse la prestazione complessiva sia stata al di sotto delle aspettative.

Manchester City e Tottenham hanno portato a casa il risultato ma è anche vero che il Chelsea ha perso con la meno quotata Dinamo Zagabria mentre il Liverpool è stato ammutolito sul campo da un portentoso Napoli.

Al di là del risultato della prima giornata di UCL, ad oggi, è impensabile che almeno una delle inglesi non arriverà alle battute finali del torneo più prestigioso d’Europa.

Football Affairs Premier League senza crisi – Inflazione e calo dei consumi

Tuttavia il risultato sui campi, soggetto a infinite variabili tecniche, tattiche, di stato di salute mentale e fisico dei giocatori, del supporto del pubblico e, perché no, anche delle volontà singolare degli dei del calcio, non è in cima alle preoccupazioni del società inglesi.

Venti di crisi soffiano su Albione, più in generale su tutto il Vecchio Continente, ma con la Brexit il Regno Unito non potrà contare sugli scudi della UE e le esportazioni saranno più complicate. Non a caso gli economisti stimano una inflazione a doppia cifra che potrebbe raggiungere anche il 18% e impattare duramente sui consumi interni, motore economico di ogni economia occidentale, che potrebbero bruscamente frenare per il carovita rendendo l’autunno inglese più ostico del solito.

Ne consegue che i club potrebbero vedersi ridurre gli introiti dai matchday e ancor più da merchandising, fattore che impatterebbe più duramente sulle società legate alle piccole città che non possono contare sul bacino d’utenza delle grandi città inglesi.

Football Affairs Premier League senza crisi – il marchio vola oltrecofine

Eppure, nonostante le divisioni finanziarie dei club presteranno costante attenzione all’andamento economico, lo scenario che si dipinge all’orizzonte non gli toglierà di certo il sonno.

La risposta si può trovare negli incassi certi dovuti agli accordi per i diritti televisivi che, per la stagione sportiva in corso, supereranno la simbolica barriera di 10 miliardi di sterline. Un traguardo che aumenta di valore se si considera che la cessione dei diritti oltre confine varrà, per la prima volta, più di quella per il mercato domestico garantendo inoltre un’ulteriore crescita – casomai ce ne fosse bisogno – del prestigio della Premier in giro per il mondo.

Il direttore Luciano Mondellini torna con il Football Affairs di questa settimana a parlare di Premier League, dei rapporti di forza con gli altri campionati top della Vecchia Europa e delle strategie dei grandi club inglesi.

TUTTA LA SERIE A TIM È SOLO SU DAZN: 7 PARTITE IN ESCLUSIVA E 3 IN CO-ESCLUSIVA A GIORNATA. ATTIVA ORA. DISDICI QUANDO VUOI

PrecedenteJuve, spettacoli di luce e musica allo Stadium per la gara contro la Salernitana
SuccessivoMilan, ufficiale il rinnovo di Tonali: l’impatto a bilancio