Prime Video partita Champions
(Foto: FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

È in corso una nuova lotta di potere sulla distribuzione dei ricavi per la Champions League a partire dalla stagione 2024/25, quella che vedrà l’introduzione del nuovo format per la massima competizione europea per club. Come riporta The Times, la UEFA potrebbe tagliare la quota di ricavi da diritti tv che viene assegnata ai club sulla base del ranking storico/decennale.

I colloqui sul tema inizieranno giovedì durante una riunione del consiglio della European Club Association (ECA) a Istanbul con l’obiettivo di garantire quella che una fonte ha definito «una distribuzione più equa» in vista della nuova Champions a 36 squadre.

Con il sistema esistente, il 30% delle risorse – parliamo di 600,6 milioni di euro nella stagione 2022,23 – viene assegnato alle 32 squadre partecipanti alla competizione in base alle loro prestazioni nelle competizioni europee per club negli ultimi dieci anni. Questo significa ricavi maggiori per i grandi club, con il Real Madrid (primo) che incassa 36,4 milioni e l’ultima classificata che porta a casa poco più di un milione.

Con i club medio-piccoli che spingono, alcune figure di alto livello della UEFA avrebbero accettato di ridurre la quota assegnata ai club di alto livello, considerando il contestuale aumento dei ricavi da diritti tv di circa il 25% fino a 4,5 miliardi di euro a stagione. Una fonte coinvolta nelle discussioni ha affermato a The Times che la UEFA «deve assicurarsi di migliorare l’equilibrio competitivo».

«Può darsi che il risultato finale sia quello in cui tutti sono un po’ infelici, ma quello potrebbe essere il risultato migliore. Se i grandi club possono ancora ottenere più soldi perché i ricavi da diritti tv stanno aumentando, ma accettano di tagliare l’importo derivante dal ranking storico/decennale, allora forse si può trovare un accordo», ha concluso un’altra fonte.

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