quanto costa vedere il calcio in tv
Una telecamera sul campo da calcio (foto Cesare Purini / Insidefoto)

Adesso è arrivata anche l’ufficialità: la Serie A potrà tornare a giocare la sua partita per i diritti tv alla pari con gli altri grandi campionati europei. All’interno del decreto Pnrr 2 approvato ieri alla Camera, c’è infatti un articolo (il numero 21 comma 2 bis) che di fatto manda in cantina la cosiddetta Legge Melandri e i suoi vincoli, per la gioia della Lega Serie A.

In particolare, per quanto concerne la cessione dei diritti audiovisivi del massimo campionato italiano all’estero si tratta di un’autentica boccata di ossigeno. Viene a decadere infatti il limite temporale, che prevedeva la cessione per un massimo di tre anni. Viene inoltre superata la necessità di seguire procedure competitive o lunghe attese per la stipula dei contratti.

«Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del DL sul Pnrr possiamo guardare alla futura commercializzazione dei diritti audiovisivi all’estero con maggiore ottimismo». Così ha commentato la novità il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini.

«Finalmente, grazie alla sensibilità dimostrata da Governo e Parlamento, e all’impegno della sottosegretaria Vezzali, sono stati rimossi vincoli divenuti oramai incompatibili con la profonda trasformazione dei mercati di riferimento e da cui derivavano forti limiti nella negoziazione dei diritti audiovisivi della Serie A all’estero, penalizzandola rispetto ai nostri principali concorrenti. La nuova normativa aiuterà a incrementare i ricavi, con conseguenti maggiori ritorni a favore di tutto il sistema del calcio», ha concluso.

Come promesso dal Governo, la norma ha seguito un altro iter arrivando comunque alla soluzione a cui il calcio ambiva da tempo. Nel caso della Serie A, i maggiori introiti derivanti da questa riforma andranno a beneficio anche di tutto il sistema del calcio, secondo il principio di mutualità generale già vigente.

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