UEFA accordo Fair Play Finanziario
Aleksander Ceferin (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

Continua a fare discutere il caos che si è creato a Parigi fuori dallo Stade de France in occasione della finale di Champions League tra Liverpool e Real Madrid. Il quotidiano inglese The Guardian aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda, svelando che già a inizio anno erano state sollevate serie preoccupazioni sul tema sicurezza in casa UEFA, quando un esperto inglese con anni di esperienza ha lasciato il suo incarico di consulente per l’organo di governo del calcio europeo.

Steve Frosdick, originariamente un ufficiale di polizia metropolitana, ha dedicato la sua carriera alla sicurezza negli stadi del calcio britannico ed europeo dagli anni ’90 e vanta diverse qualifiche professionali. Ha rassegnato le dimissioni come consulente UEFA a febbraio, dopo 11 anni in cui è stato impiegato per supportare il monitoraggio degli incidenti e i programmi di sviluppo e formazione.

Pare che Frosdick fosse seriamente scontento della direzione del dipartimento che dall’anno scorso è guidato da Zeljko Pavlica, un caro amico del presidente della UEFA Aleksandr Ceferin. Secondo Frosdick la professionalità, l’esperienza e lo sviluppo della UEFA sarebbero stati minati da questa nuova figura, motivo per cui l’uomo ha rifiutato una proposta di revisione del suo contratto, che avrebbe ridimensionato il suo ruolo.

Le dimissioni e le critiche di Frosdick sono arrivate meno di quattro mesi prima che seri problemi di sicurezza colpissero due dei principali eventi UEFA di stagione: la finale di Europa League e quella di Champions League. Il dipartimento sicurezza e protezione ha la responsabilità dello svolgimento delle partite UEFA, comprese le finali. Pavlica, un ex alto funzionario della sicurezza in Slovenia, è stato nominato a capo del dipartimento l’anno scorso dopo il pensionamento nel febbraio 2021 del precedente capo dipartimento, Kenny Scott.

Si dice che Ceferin e Pavlica fossero amici da decenni. Il presidente della UEFA sarebbe stato il testimone al matrimonio di Pavlica nel 2018. La UEFA da parte sua ha negato ogni accusa di clientelismo nella promozione di Pavlica a capo del dipartimento di sicurezza e protezione, sottolineando che l’uomo è passato dal calcio nazionale sloveno a lavorare per la confederazione europea nel 2014.

Un portavoce della UEFA ha detto che Pavlica «è un nome rispettato nel settore della sicurezza e nel calcio, e ha avuto un eccellente record di sicurezza e protezione con la nazionale slovena e ha servito molto bene la UEFA per più di otto anni». Era considerato il «successore naturale» alla guida del dipartimento, ha detto il portavoce, dopo aver lavorato al fianco di Scott, anche nelle competizioni per club e nazionali.

La UEFA ha aggiunto la situazione è migliorata dalla nomina di Pavlica, affermando di aver assunto comprovati esperti di sicurezza e protezione, continuato con programmi di formazione nonostante la pandemia. Tuttavia, il portavoce ha confermato che il suo programma strategico per stadi e sicurezza, in vigore dal 2017, non era stato ancora rinnovato da quando è terminato lo scorso anno, principalmente a causa dell’emergenza Coronavirus.

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