Marotta sostenibilità club
(Vincenzo Lombardo/Getty Images)

Ritorno in presenza per il B2B Lab di Udinese Calcio. Dopo la digital edition del 2021, con ospite d’eccezione Amadeus, il networking summit del club bianconero è tornato alla Dacia Arena per la sua terza edizione. L’evento ha come obiettivo quello di stimolare business relations e favorire un interscambio tra i partner di Udinese Calcio a tutti i livelli: locale, nazionale ed internazionale.

Anche quest’anno il B2B Lab ha visto al centro la tematica della sostenibilità, da sempre marchio di fabbrica che contraddistingue a livello gestionale e sportivo l’Udinese e rappresenta un grande valore, in tutte le sue declinazioni, anche per i partner bianconeri.

Ospiti d’eccezione dell’edizione 2022 l’Amministratore Delegato dell’Inter Giuseppe Marotta, Fabio Morandi, Strategy and Business Intelligence Manager di Infront Italy e Steven Mandis, professore aggiunto di economia e finanza alla business school della prestigiosa Columbia University che ha studiato e analizzato la virtuosità del modello Udinese sui massimi palcoscenici internazionali tra cui la FIFA.

L’evento ha visto la partecipazione di Gianpaolo Pozzo, il patron del club friulano che ha commentato: «Siamo grati ai nostri partner che condividono con noi un valore fondamentale come quello della sostenibilità. Il nostro modello societario e di business è riconosciuto e preso ad esempio sui massimi palcoscenici internazionali».

«Questo è possibile grazie al sostegno di tutti i partner protagonisti del nostro B2B Lab, una grande occasione di confronto per sviluppare nuove relazioni all’interno della grande famiglia dell’Udinese. Un famiglia basata, prima di tutto, su una solida condivisione di valori che ci permette di progredire verso traguardi ambiziosi con idee sempre innovative, forti di una continuità che ci vede ai vertici da 28 anni consecutivi», ha aggiunto.

Anche l’AD dell’Inter Giuseppe Marotta è intervenuto per parlare di sostenibilità: «La sostenibilità è un elemento indispensabile per far sì che i club abbiano una vita lunga e questo vale per i grandi club come per quelli di provincia. Nel caso dell’Udinese, la famiglia Pozzo ha dimostrato, nei decenni, di avere una visione lungimirante ed una grandissima competenza. L’Udinese è un fiore all’occhiello del calcio grazie ad una gestione virtuosa e alla valorizzazione dei propri asset e dei propri giocatori. Il suo scouting è stato uno dei primi del calcio europeo ed è ancora oggi tra quelli più all’avanguardia».

«È in Serie A da 28 anni consecutivi, un record per una provinciale ma non è un caso. Un B2B, infatti, non è un evento usuale per un club di provincia, questo la dice lunga sulla lungimiranza anche nei rapporti con i media, i partners e tutti gli stakeholders che ha coltivato l’Udinese. Bisogna, quindi, fare come l’Udinese perché ha dimostrato negli anni di avere l’ingegno, la creatività e la competenza per essere competitiva anche senza capitali enormi», ha concluso.

Questo, invece, il commento di Steven Mandis: «C’è bisogno di un modello economico-sportivo che sia sostenibile. L’Udinese lo è. Ed è raro nel calcio. Perché la maggior parte dei club spende più di quello che guadagna, il che, ovviamente, è insostenibile. I proprietari credono erroneamente che vincere aumenti i ricavi. Quello che le ricerche accademiche dimostrano è il contrario. Sono i ricavi a portare alle vittorie. L’Udinese reinveste quanto ricava dai diritti televisivi, dallo stadio e dagli sponsor in giocatori e operazioni societarie come la splendida Dacia Arena, raggiungendo sostanzialmente il pareggio, dando vita a un modello innovativo che molti ora cercano di copiare».

«Inoltre, è stato uno dei primi club a costruire una rete globale di scouting per individuare e sviluppare i talenti mettendoli, poi, in mostra in Serie A. L’Udinese è un diamante raro e prezioso. Ha un modello economico-sportivo sostenibile. È una società che si trova nella 36ª città italiana per grandezza eppure compete con i club delle quattro città più grandi del Paese: Roma, Milano, Napoli e Torino Ciononostante milita in Serie A da 28 stagioni consecutive. Non ci sono dubbi, quindi, che la maglia bianconera abbia un significato davvero speciale. Significa famiglia, valori, innovazione e sostenibilità», ha spiegato Mandis.

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