Friedkin nuovo club
Dan e Ryan Friedkin (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Svolta per lo stadio di proprietà della Roma. La famiglia Friedkin, spinta anche dall’entusiasmo generato dalla vittoria sul Leicester in un Olimpico sold out che è stato il dodicesimo uomo in campo per la squadra di Mourinho nella semifinale di Conference League, ha capito che non si può attendere oltre e che c’è la necessità di avere al più presto uno stadio di proprietà.

Il sindaco Roberto Gualtieri nei gironi scorsi era tornato sul tema: «Bisogna tener conto della serietà e fattibilità dei progetti per non fare un altro buco nell’acqua come è accaduto in passato.
Nessuno lo vuole perché su questo tema c’è bisogno di serietà e di fatti, non di parole e di continui annunci». E ieri ha dichiarato: «Stiamo lavorando seriamente con la Roma, con cui c’è un’interlocuzione positiva, per dotare la città e i tifosi di uno stadio adeguato. La nostra linea è quella di lavorare seriamente nel riserbo e di comunicare le decisioni quando ci saranno e quando sarà il momento più appropriato».

Per quanto riguarda la zona, come riporta l’edizione romana del Corriere della Sera, in pole position c’è Pietralata, non lontano dalla stazione Tiburtina, vicino all’ospedale Sandro Pertini e in prossimità di alcune fermate della metro B, area di proprietà del Comune e non sottoposta ad alcun tipo di vincolo.

Un altro punto fondamentale per lo sviluppo del progetto è la capienza. Si ragiona su uno stadio che possa ospitare tra 55 mila e 60 mila spettatori, e su questa base si sono fatte varie ipotesi su temi fondamentali per il progetto come i parcheggi, le simulazioni di afflusso e deflusso, la percentuale dei tifosi che potranno raggiungere l’impianto con i mezzi propri e con i mezzi pubblici.

Dal punto di vista dei trasporti la zona è ottimamente servita: ci sono varie fermate della linea B della metropolitana – Quintiliani, Pietralata, Tiburtina – ma anche le linee dell’alta velocità, treni regionali e capolinea di pullman che arrivano da tutta Italia alla stazione Tiburtina. Nonostante questo, la Roma ha dato la propria disponibilità per studiare un rafforzamento dei trasporti, e ha già avuto degli incontri con i rappresentanti di Trenitalia.

Con il Comune c’è stato anche un confronto sulle cubature previste: l’idea è quella originale di costruire solo lo stadio, ecosostenibile, integrato nel tessuto della città e senza cubature accessorie che possano prevedere alberghi o centri commerciali.

Sulle tempistiche non c’è ancora nulla di certo, perché un progetto architettonico non esiste ancora. Secondo quanto riporta il Messaggero, ci vorranno almeno cinque anni. La Roma ha un accordo con Sport e Salute per giocare le gare casalinghe all’Olimpico per le prossime tre stagioni e i Friedkin hanno rassicurato la società del ministero dell’Economia sulla volontà di rispettare l’accordo, ma nel frattempo si andrà anche avanti sul fronte nuovo stadio.

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