De Laurentiis: «Superlega? Vorrei un torneo con due gironi da 25 squadre»

Se avessi seguito solo il mio istinto di tifoso saremmo falliti ogni anno. Invece io devo fare impresa. Il mio pensiero fisso è: come faccio a fare impresa in…

De Laurentiis attacco UEFA

Se avessi seguito solo il mio istinto di tifoso saremmo falliti ogni anno. Invece io devo fare impresa. Il mio pensiero fisso è: come faccio a fare impresa in modo diverso rispetto a quelli che mi hanno preceduto e in tanti anni hanno vinto solo due Scudetti?».

Queste le parole, riportate da Il Corriere del Mezzogiorno, del patron del Napoli Aurelio De Laurentiis, che si è rivolto agli studenti dell’Istituto tecnico industriale e liceo scientifico “Giordani” di Caserta in un incontro ospitato nella giornata di oggi – giovedì 5 maggio – nell’aula magna.

De Laurentiis ha raccontato che da quando ha preso il Napoli «sono trascorsi 18 anni, i bilanci sono sempre stati in positivo e siamo in Europa da 13 anni consecutivi» e che solo nel mondo occidentale la Nielsen attribuisce al Napoli «83 milioni di tifosi».

De Laurentiis contrasta anche le politiche impostate da società con proprietà disposte a mettere sul piatto risorse quasi illimitate: «E mi dite cosa ha vinto il PSG in tutti questi anni se non solo il campionato francese? Il Chelsea di Abramovich è stato stimato 6,5 miliardi di euro ma quanti campionati ha vinto ultimamente?».

Inevitabile anche una battuta su Carlo Ancelotti, che ha conquistato la finale di Champions con il Real Madrid: «Noi napoletani siamo strani, più bravi a fare critica che autocritica. Ancelotti vince e lo sa fare bene, da allenatore di squadre di top player».

E ancora, un pensiero sul tema Superlega e in generale sulle competizioni europee per club: «Sono stato tra i primi a telefonare ad Andrea Agnelli per dirgli che stava sbagliando, dico no alla Superlega ma non credo neanche a questa Champions League, a cui sono costretto a partecipare per ragioni di fatturato. Serve più rispetto per i campionati nazionali, per me sarebbe opportuno a livello internazionale fare un campionato europeo».

Una soluzione il patron del Napoli l’avrebbe: «Organizzerei due gironi di venticinque squadre: da una parte le prime cinque classificate dei cinque principali campionati europei, dall’altra le venticinque squadre vincenti degli altri campionati. Sarebbero previsti poi degli incroci tra i due gironi».