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(Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images)

Con un mese di anticipo sulla scadenza originaria, fissata per il 21 maggio 2022, l’Antitrust revoca le limitazioni che hanno colpito la pay-tv di Comcast Sky negli ultimi tre anni. Tra queste, il divieto di avere in esclusiva prodotti e canali su Iptv, una misura che ha avuto un impatto importante sull’asta per i diritti della Serie A per il ciclo 2021-2024.

Le sanzioni erano state decise dopo che Sky aveva avviato l’acquisto – mai portato a termine – della piattaforma R2 legata all’ormai scomparsa Mediaset Premium, producendo secondo l’Antitrust effetti anticoncorrenziali.

Il 30 novembre Sky ha chiesto la revisione per il contesto cambiato e la crescita dell’offerta di DAZN, Netflix e di altri player del mercato. Via quindi alla rimozione integrale anche in considerazione «dell’assenza di contenuti audiovisivi di natura premium da acquisire durante la vita residua di tali misure».

Dunque, come si legge dal documento pubblicato dall’Agcm, «sebbene il mercato della televisione a pagamento sia ancora concentrato e Sky detenga tuttora una posizione dominante, occorre osservare che le misure appaiono aver determinato un effetto di stimolo della concorrenza, permettendo – a partire dal periodo gennaio-giugno 2021 una riduzione della concentrazione di mercato sotto i livelli che erano presenti nel mercato prima della realizzazione dell’operazione di concentrazione tra Sky Italia e R2».

«Si osserva al riguardo – prosegue la nota – che una significativa riduzione della concentrazione di mercato si è osservata a partire da luglio 2021. Tale effetto appare essere ascrivibile, oltre che al mutamento degli stili di consumo dei prodotti audiovisivi, all’aggiudicazione dei diritti audiovisivi della Serie A (sette eventi settimanali in esclusiva e tre eventi settimanali in co-esclusiva) a DAZN. Infatti, se nel periodo gennaio-giugno 2021 DAZN deteneva meno del 10% della quota di mercato, a partire dal mese di luglio la quota di mercato è almeno raddoppiata, attestandosi al di sopra del 20%».

«L’istruttoria in oggetto – conclude quindi l’Antitrust – ha permesso di appurare che non vi sono motivi ostativi alla rimozione integrale delle misure imposte con delibera n. 27784 del 20 maggio 2019, in considerazione del ridotto tempo residuo di vigenza degli impegni, dell’assenza di contenuti audiovisivi di natura premium da acquisire durante la vita residua di tali misure, nonché dei livelli di concentrazione di mercato che, anche in considerazione degli effetti innescati dal cambiamento degli stili di consumo di prodotti audiovisivi dovuti alla pandemia da Covid-19, hanno raggiunto livelli inferiori a quelli precedenti all’operazione di concentrazione».

L’Agcm, «RITENUTO pertanto che siano venute meno le ragioni di fatto e di diritto che avevano giustificato l’imposizione a Sky Italia S.r.l., Sky Italian Holdings S.p.A., R2 S.r.l. e Mediaset S.p.A. delle misure di cui al dispositivo della delibera n. 27784 del 20 maggio 2019; DELIBERA di revocare le misure imposte con delibera n. 27784 del 20 maggio 2019».

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