Squadre qualificate Champions League
(Foto: Carl Recine - Pool/Getty Images)

Il 19 aprile 2021, in pieno caos Superlega, l’UEFA aveva annunciato di aver approvato il nuovo format della Champions League e delle coppe continentali per club. Un annuncio passato quasi sottovoce, mentre tutto il mondo discuteva del progetto lanciato da 12 club e spinto in particolar modo (ancora oggi) da Barcellona, Juventus e Real Madrid.

Le novità nel nuovo format sono diverse: non solo il numero di squadre (che passa da 32 a 36), ma anche la struttura della competizione nella prima fase, con l’addio ai gironi classici per quello che viene definito “sistema svizzero”, che spiegheremo più a fondo. E in particolare, a far discutere restano le modalità di qualificazione per due di quei quattro posti aggiuntivi legati all’aumento del numero di squadre. D’altronde, la stessa UEFA annunciando il format il 19 aprile 2021 aveva specificato che “ulteriori decisioni su questioni come il riequilibrio della lista d’accesso, le date delle partite, il sistema di assegnazione delle fasce, il format delle fasi finali, i coefficienti e la distribuzione finanziaria” sarebbero dovute ancora essere prese e che “il format approvato il 19 aprile potrebbe subire eventuali aggiustamenti se necessario”. Modifiche che ora l’UEFA sembra stia per portare in porto.

Nuovo format Champions Leaague, come funzionerà

La principale riforma, annunciata dal Comitato Esecutivo UEFA dopo il meeting del 19 aprile 2021, è l’abbandono dell’attuale fase a gironi a 32 squadre. Attualmente, la Champions League inizia con otto gironi da quattro. Dal 2024/25 ci sarà un unico campionato al quale parteciperanno tutte e 36 le squadre in gara.

In cosa consiste il “sistema svizzero”, quindi? Con il nuovo format, le squadre giocheranno quattro partite in più di adesso. Non si affronteranno più tre avversarie in casa e in trasferta, ma si giocherà contro 10 squadre diverse, con metà delle gare in casa e metà fuori casa. La classifica, quindi, sarà unica, con le prime otto classificate di questa prima fase che si qualificano direttamente per la fase a eliminazione diretta, mentre le squadre dal 9° al 24º posto disputeranno gli spareggi (con partite di andata e ritorno) per conquistare un posto agli ottavi di finale. Dagli ottavi di finale in avanti, la competizione seguirà l’attuale format e si concluderà con la finale in campo neutro nella sede designata dalla UEFA.

Nuovo format Champions League, i posti aggiuntivi

La qualificazione per la Champions League rimarrà principalmente legata aal piazzamento finale di una squadra nel campionato nazionale precedente. I quattro posti in più disponibili dal 2024/25 saranno assegnati secondo tre criteri:

  • Uno dei posti aggiuntivi andrà al club terzo classificato nel campionato della federazione al quinto posto nel ranking per nazioni UEFA.
  • Un altro posto sarà assegnato alla vincitrice di un campionato nazionale, allargando da quattro a cinque il numero di club che si qualificano tramite il cosiddetto ‘Percorso Campioni’.
  • Gli ultimi due posti saranno assegnati ai due club con i coefficienti più alti che non si sono qualificati direttamente per la fase campionato di Champions League, ma si sono qualificati per la fase preliminare di Champions League oppure per l’Europa League/Europa Conference League.

Quest’ultimo criterio, in particolare, ha scatenato le polemiche, considerando che si tratta di una sorta di cuscinetto per le big che non dovessero centrare la qualificazione Champions direttamente dal campionato. Creando, così, anche situazioni particolari come quella legata alla Coppa Italia che potrebbe garantire la qualificazione in Champions League, ma solo per le big. Temi su cui l’UEFA si sta confrontando con i suoi stakeholder, a partire dall’ECA (l’associazione europea dei club), per giungere a una decisione definitiva.

“Ne stiamo parlando ogni giorno, le discussioni sono ancora in corso. È troppo presto per dare dettagli, la discussione è in corso e nessuna decisione finale è stata presa. Bisognerà attendere per almeno un mese indicativamente”, ha spiegato il presidente dell’UEFA Aleksander Ceferin.

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Classe 1990, giornalista.