Come funziona nuovo FPF
La sede dell'UEFA a Nyon (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

Il nuovo FPF è pronto a diventare realtà. Il prossimo 7 aprile, infatti, è prevista una riunione del Comitato Esecutivo UEFA a Nyon, che all’ordine del giorno vede tra gli altri temi in particolare la “Approvazione del Regolamento UEFA per le Licenze per Club e la Sostenibilità Finanziaria (Edizione 2022)”. Un nome particolarmente lungo per quelle che saranno le nuove norme che andranno a sostituire il vecchio Fair Play Finanziario, anche idealmente come nome, considerando che la terminologia Financial Fair Play, in inglese, dovrebbe scomparire dai documenti ufficiali.

In particolare, al centro delle nuove norme ci sarà il tetto ai costi per i club: non un vero e proprio salary cap come da intenzione del presidente Ceferin, ma le difficoltà anche legali hanno portato l’UEFA ad abbandonare il tetto salariale in stile statunitense. I costi legati alle squadre, così, non potranno superare il 70% dei ricavi: dovrebbero rientrare nei costi da considerare gli stipendi di giocatori e allentatori, gli ammortamenti e le commissioni ai procuratori.

I club potranno spendere fino al 90% dei loro ricavi nella prima stagione e si arriverà al 70% nel giro di tre stagioni. E la percentuale in questione è stata oggetto di numerose discussioni: c’era chi, come i club con proprietari più ricchi, voleva che il limite fosse fissato all’85% dei ricavi, ma anche chi, come le società della Bundesliga tedesca, ha richiesto una percentuale invece ben più bassa del 70%.

Nuove regole che contengono anche un paradosso: sono più blande rispetto a quelle che i dirigenti della Superlega avevano svelato nel loro iniziale progetto. Il piano infatti della Superlega era di fissare al 55% dei ricavi i costi legati appunto alla rosa, come salari dei giocatori, costi legati ai trasferimenti e compensi ai procuratori, come aveva spiegato il Financial Times nei giorni successivi al lancio del progetto.

«Sì, in questo progetto il tetto è fissato al 55% del fatturato. Gli stipendi aumentano sempre e le entrate scendono», aveva poi confermato il presidente del Real Madrid Florentino Perez nella “storica” intervista alla trasmissione spagnola El Chiringuito, parlando di un limite salariale in stile Liga.

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