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(Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Serie A debiti – Un miliardo di rosso e 3,4 miliardi di debiti al netto dei crediti. E’ questa la fotografia della Gazzetta dello Sport a proposito dei bilanci dei club del massimo campionato 2020/21. Per la prima volta, inoltre, è possibile valutare l’andamento aggregato dei conti delle società in relazione alle due stagioni che sono state colpite dall’emergenza Coronavirus.

Due esercizi che vanno esaminati assieme, dato che lo slittamento del calendario a causa del lockdown della primavera 2020 ha disallineato certi ricavi e costi rispetto alla loro competenza temporale. Nel 2020/21 la Serie A ha registrato un deficit aggregato di 1.025 milioni, dopo aver perso 754 milioni nel 2019/20: 1,4 miliardi in più rispetto ai 292 milioni del 2018/19.

Una cifra sicuramente segnata dal calo di ricavi caratteristici per 450 milioni tra le ultime due stagioni e all’assenza di ulteriori 450 milioni di plusvalenze. Seppur con minori entrate per 900 milioni, i costi sono cresciuti di 450 milioni di euro tra stipendi e ammortamenti. E lo squilibrio contabile sarebbe stato ancora più alto se alcuni club (Genoa, Sampdoria e Udinese) non avessero optato per la sospensione di una quota degli ammortamenti per un centinaio di milioni complessivi.

Tra le misure anti-Covid più utilizzate dalle società la più gettonata è stata la rivalutazione dei beni aziendali con applicazione di un’aliquota ridotta. L’hanno utilizzata otto club della scorsa Serie A (Cagliari, Crotone, Genoa, Inter, Napoli, Sampdoria, Torino e Udinese) che hanno affidato a periti indipendenti la stima dei loro asset, dal marchio all’archivio agli immobili alla rosa, ottenendo una rivalutazione per complessivi 700 milioni, iscritti a patrimonio.

Serie A debiti – La classifica dei club per debiti netti a giugno 2021

Questo – spiega il quotidiano – non risolve comunque il problema della cassa per i club. In alcuni casi sono intervenuti gli azionisti (600 milioni tra versamenti e prestiti elargiti nel 2020/21, e successivamente l’aumento di capitale da 400 milioni della Juventus), ma l’indebitamento è lievitato. I debiti al netto dei crediti della Serie A hanno sfondato per la prima volta il tetto dei 3 miliardi di euro: 3,4 miliardi solo nell’ultima stagione.

Questi, in ordine, i debiti netti delle società di Serie A al 30 giugno 2021:

  1. Inter – 698,1 milioni di euro
  2. Juventus – 611 milioni di euro
  3. Roma – 523,4 milioni di euro
  4. Lazio – 204,4 milioni di euro
  5. Milan – 157,1 milioni di euro
  6. Genoa – 152,8 milioni di euro
  7. Parma – 139 milioni di euro
  8. Napoli – 135,5 milioni di euro
  9. Udinese – 106,1 milioni di euro
  10. Sampdoria – 104,8 milioni di euro
  11. Sassuolo – 88,1 milioni di euro
  12. Bologna – 82 milioni di euro
  13. Cagliari – 77,3 milioni di euro
  14. Torino – 67,6 milioni di euro
  15. Atalanta – 60 milioni di euro
  16. Fiorentina – 57,8 milioni di euro
  17. Verona – 45,5 milioni di euro
  18. Benevento – 30 milioni di euro
  19. Spezia – 15,4 milioni di euro
  20. Crotone – 10,1 milioni di euro

In assenza di ristori, comunque, il complesso delle norme salva-bilanci cui hanno fatto ricorso i club rischia di avere solo un effetto placebo: i debiti con l’Erario accumulati e da pagare, ma pure i maggiori ammortamenti dei beni rivalutati, con conseguente sovraccarico dei costi negli esercizi futuri.

Tra i numerosi bilanci in rosso, due società vanno controcorrente e registrano utili: il Verona, che ha pure concesso i dividendi per il secondo anno di fila, e l’Atalanta, che ha accumulato 129 milioni di profitti negli ultimi 5 anni e si appresta a festeggiare il sesto bilancio in positivo. Dal punto di vista finanziario, i club di A senza debiti bancari sono Fiorentina, Napoli e Spezia.

Attualmente la più indebitata verso finanziatori esterni è l’Inter, che ha appena emesso un bond da 415 milioni, seguita dalla Roma a quota 270, mentre la Juventus ha abbattuto le esposizioni a 215 milioni grazie alla ricapitalizzazione e il Milan tiene il livello attorno ai 100 milioni, relativi soprattutto ad anticipi di crediti.

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