Il super green pass tocca anche il mondo del calcio

Sono diverse le domande ancora senza risposta a proposito dell’adozione del green pass rafforzato o “super green pass”, riservato cioè solo a vaccinati con almeno due dosi e guariti. Una…

Requisiti per lavorare nel calcio

Sono diverse le domande ancora senza risposta a proposito dell’adozione del green pass rafforzato o “super green pass”, riservato cioè solo a vaccinati con almeno due dosi e guariti. Una di queste riguarda le discipline all’aperto che necessitano di palestre e spogliatoi. Il tema – scrive La Gazzetta dello Sport – è capire se il super green pass sia necessario per il solo sport al chiuso o anche in queste occasioni.

Super green pass calcio – Tempo fino al 10 gennaio

C’è tempo fino al 10 gennaio per capirlo (quanto questa parte delle disposizioni entrerà in vigore), ma nel frattempo si possono mettere insieme un po’ di punti. Nel comunicato dell’ufficio Sport si parla di green pass rafforzato per «palestre, piscine, sport di squadra» limitatamente ad «attività al chiuso». Rientrano dunque basket, pallavolo e pallamano e i rispettivi campionati, ma anche le discipline individuali, sicuramente quelle di contatto.

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Bisogna capire – spiega La Gazzetta – se l’attività di vertice potrà usufruire di una deroga, come si è verificato più volte in questi mesi con la famosa eccezione per la preparazione per eventi di interesse nazionale o internazionale. Nel mondo degli sport professionistici, e quindi del basket ma non della pallavolo, si fa strada una possibile soluzione interpretativa: gli atleti sono lavoratori a tutti gli effetti, e questa condizione li equipara a chi ha ancora il diritto di entrare con un tampone.

Super green pass calcio – I dubbi sul mondo del pallone

E per il mondo del calcio? Come le altre discipline all’aperto, non è direttamente chiamato in causa. Tuttavia, una squadra professionistica (e non solo) utilizza nella sua quotidianità palestre e spogliatoi. In società molto organizzate si potrebbero ipotizzare zone al chiuso individuali per evitare contatti, ma è comunque molto complicato. Non resta dunque che attendere le linee guida ufficiali per capire in che modo si dovranno orientare gli atleti.