Massimo Ferrero (Photo by Chris Ricco/Getty Images)

«Se volevo potevo far perdere le mie tracce quando stavo girando le puntate di Pechino Express». Lo dice Massimo Ferrero, patron della Sampdoria, arrestato nei giorni scorsi e detenuto nel carcere di San Vittore a Milano, come riportato da Il Tempo. «Non mi hanno mandato agli arresti domiciliari perché ritenevano che non era una misura adeguata. Ma se ho la Digos che mi segue da tempo e mi mettevano il braccialetto elettronico agli arresti domiciliari come potevo scappare?».

«Sto bene, adesso sto bene, anche se sono in carcere. Ieri mi sono arrabbiato con i finanzieri che non mi hanno concesso di essere trasferito nella mia casa romana per assistere alla perquisizione e mi è uscito un fiotto di sangue dal naso, ho avuto un picco di pressione», le parole di Ferrero riportate anche da Il Secolo XIX.

Poi il patron della Sampdoria racconta cos’è accaduto dalle 7 della mattina di lunedì, quando i finanzieri si sono presentati in un albergo di Milano per arrestarlo, quando sii è accalorato fino a sentirsi male. Alle 10,57 aveva telefonato a un altro dei suoi legali, Pietro Sommella di Paola, in Calabria, ed era quasi sotto shock: «Avvocato, ero qui a Milano per “comprare” il nuovo allenatore della Samp invece alle 7 di mattina sono venuti ad arrestarmi. Dicono che potrei fuggire: è una follia, dove potrei andare?». Continua a ripeterlo, anche se poi si scoprirà che il gip ha motivato il provvedimento per il pericolo che i reati siano ripetuti.

Intanto a Roma i finanzieri in casa di Ferrero hanno fatto intervenire un fabbro con la fiamma ossidrica per aprire la cassaforte, dovendosi inoltre difendere anche dai ripetuti attacchi del gatto di casa evidentemente innervosito dall’invasione. I prossimi passaggi: domani alle 13,30 l’interrogatorio di garanzia in videoconferenza. E intanto l’avvocato Tenga continua ad attaccare le modalità dell’arresto: «Scrivetelo, scrivetelo – incita – non è ammissibile che una persona per più di 24 ore non possa parlare con i suoi legali e non si sappia dov’ è. Al di là delle contestazioni, di qualunque contestazione, non si fa così». E suggerisce: «Evidentemente Ferrero dà fastidio a qualcuno».

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