TIM accordo DAZN
(COPYRIGHT: Antonietta Baldassarre / Insidefoto)

In Italia i sindacati sono preoccupati per un possibile spezzatino di TIM, società che dà lavoro a più di 40 mila persone (80 mila con l’indotto) mentre da Londra il fondo Kkr è pronto a sferrare la sua offensiva decisiva.

L’offerta su Telecom è finanziata e, secondo la prassi internazionale, serve solo una due diligence leggera per confermare il piano industriale e giustificare il premio sul prezzo offerto. Poi – scrive il quotidiano La Repubblica – si potrà lanciare un’Opa vera propria.

Questo percorso, però, dovrà essere avallato dal nuovo Comitato di indipendenti di Telecom che a breve dovrebbe nominare gli advisor finanziari (in corsa Lazard e Rothschild) e legali per non fare passi falsi. Nel contempo il nuovo dg Pietro Labriola deve prendere in mano l’azienda e affrontare un tema molto delicato: l’accordo con DAZN.

L’intesa per il campionato di Serie A con la piattaforma di sport in streaming non è blindata da un vero e proprio contratto ma da un “Term sheet” passibile di diverse interpretazioni. Il tutto sotto l’occhio vigile della Consob che sta verificando la bontà di tutto il processo ed è pronta a intervenire.

Ricordiamo che per i diritti del massimo campionato italiano, TIM ha messo sul piatto un miliardo per il ciclo triennale che va dal 2021 al 2024. Tuttavia, finora, i risultati ottenuti in termini di abbonati non sono stati soddisfacenti e proprio l’accordo con DAZN è una delle colpe che sono state attribuite all’ormai ex AD Luigi Gubitosi.

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