(Photo by Hagen Hopkins/Getty Images)

La World rugby apre alla possibilità ai giocatori internazionali di trasferirsi da una nazionale all’altra, a condizione però di dimostrare uno “stretto e credibile” legame tramite “diritto di nascita”. La modifica al regolamento si applicherà dal gennaio 2022.

Tutto questo creerà un precedente pericoloso per il calcio? Bisogna specificare che il rugby, non essendo sport olimpico, si gestisce per conto suo, per è anche più “libero” di modificare regole e regolamenti rispetto al “collega” dalla palla sferica.

Per quanto riguarda il rugby, sono tre i criteri che il trasferimento dovrà rispettare. Il giocatore, che dovrà lasciare le gare internazionale per 36 mesi, deve essere nato nel paese in cui desidera trasferirsi o avere un genitore o un nonno nato in quel paese. Inoltre potrà cambiare nazionale solo una volta e in ogni caso sarà soggetto all’approvazione del comitato per il regolamento di World rugby.

«L’approvazione del regolamento modificato segue le richieste delle nazioni emergenti e un successivo processo di consultazione ad ampio raggio», fa sapere l’organo di governo mondiale del rugby. «Molti giocatori in tutto il mondo beneficeranno ora della possibilità di rappresentare il paese di nascita o dei loro antenati, fungendo da vero impulso alla competitività delle nazioni emergenti, che a loro volta andranno a beneficio del gioco nel suo insieme», ha commentato il Ceo di International Rugby Players, Omar Hassanein. Per esempio l’ex All Blacks Charles Piutau, in base alle nuove regole, potrà giocare per il Tonga.

Per quanto riguarda invece il calcio, le regole per il cambio di Nazionale sono più ferree stringenti. Tendenzialmente, una volta che un giocatore con doppia nazionalità risponde alla convocazione di una Nazionale maggiore (escluse quindi le giovanili e le amichevoli), non può più cambiare scegliendone un’altra.

Negli ultimi anni è stato fatto comunque qualche passo in avanti in questa direzione: la FIFA ha infatti permesso il cambio di Nazionale in determinate (e limitate) circostanze e condizioni, tra cui il non aver compiuto 21 anni o l’essere già in possesso della seconda nazionalità all’epoca della convocazione ufficiale.

In ogni caso, se applicata al calcio, la regola rugbistica potrebbe portare a scenari interessanti, permettendo ad esempio Kanté di giocare con la nazionale maliana, o a Mbappé di giocare eventualmente con quella algerina o camerunense in futuro.

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