Aleksander Ceferin, a sinistra, e Gianni Infantino, a destra (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

Si avvicina il 20 dicembre, data in cui la FIFA ha indetto l’assemblea per sottoporre al voto la tanto discussa riforma del mondiale biennale. Gianni Infantino, presidente della federazione globale, sa già di poter vantare sui voti di 166 federazioni nazionali su 211, ma dovrà fare i conti con l’opposizione delle superpotenze di Europa e Sud America.

E non si tratta di un’opposizione di poco conto: come riporta El Confidencial, la UEFA è pronta a uscire dalla FIFA nel caso in cui la votazione dovesse avere esito positivo. Troppo alti gli interessi in gioco, a partire dal fatto che un Mondiale biennale metterebbe in secondo piano sia le competizioni continentali per club, come Champions League o Copa Libertadores, sia quelle per Nazionali, come Europeo o Copa America.

Del resto bisogna capire come reagirà la FIFA a quella che si prospetta una sempre più concreta secessione europea, considerando che le Nazionali più forti e prestigiose a livello internazionale, quindi quelle capaci di accrescere l’appeal del Mondiale, appartengono proprio alla UEFA.

Ma è anche da capire la reazione delle singole federazioni europee: al momento soltanto quelle del Nord Europa hanno dichiarato ufficialmente la volontà di abbandonare la FIFA. Quelle più blasonate seguiranno a ruota Ceferin?

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