Serie A fondi investimento
Paolo Dal Pino (Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

“Non è possibile vedere nei cinema al chiuso il 100% del pubblico e negli stadi avere solo il 75%. Il derby tra Milan e Inter di ieri è stato un grande spot, peccato non ci sia stato il 100% di pubblico così come è un peccato che l’Italia, nella sfida decisiva contro la Svizzera, non potrà avere il pieno supporto dell’Olimpico”. Lo ha detto il presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino, ai microfoni de “La Politica nel pallone” su Gr Parlamento, condotta da Emilio Mancuso.

“Abbiamo meno contagi e siamo più avanti nella vaccinazione di Inghilterra e Spagna, che hanno aperto al 100% da mesi. Il derby di ieri sera avrebbe potuto fatturare 1,5 mln in più – ha proseguito Dal Pino -. Non abbiamo chiesto ristori, ma solo la rateizzazione dei contributi fiscali della seconda parte del 2021. Poi i tifosi non si devono stupire se le nostre big sono costrette a vendere i giocatori perché mancano risorse per competere”.

“Non capisco perché un settore come il nostro, che è una industria che ha un fatturato diretto di circa 5 mld, rappresenta il 12% del Pil calcistico mondiale, ha impatto indiretto sul Pil importante e una contribuzione fiscale e previdenziale da 1 mld, sembra non visto. Non abbiamo mai chiesto aiuti, mai parlato di ristori. Abbiamo perso 1,2 mld per la pandemia, mai detto ridateci i soldi. Ma abbiamo subito un danno importante per non aver potuto fatturare gli ingressi”.

“Abbiamo chiesto solo la rateizzazione dei contributi fiscali della seconda parte del 2021 che le squadre hanno difficoltà a pagare, nel momento in cui non ci sono entrate è difficile rispettare le uscite. Lo abbiamo chiesto ma non lo abbiamo ottenuto, ci auguriamo che ciò che non è stato inserito nel decreto fiscale in prima battuta venga corretto in Parlamento, per dare un minimo di respiro, a costo zero per il Governo, finanziario alle società”.

“Nuovi stadi? Ho visto il progetto del Bernabeu, bellissimo. Quella è la direzione, è il sogno. Milano ha preso una strada, siamo felici che Inter e Milan possano contare sulla realizzazione del progetto, ma è una sola città. Il problema è che ci metteranno molti più anni di quanto ci mettono i nostri colleghi stranieri. Complimenti a Milano, a Roma si discute da anni e non si è arrivati da nessuna parte”.

“Noi siamo felici di vedere i politici allo stadio quando si danno scudetti o si premia la nazionale che ha vinto gli Europei. Ma questa è una industria che può generare anche più Pil di oggi, dove oggi ci sono progetti di imprenditori stranieri che hanno pronte risorse importantissimi, non è possibile che ci sia la burocrazia con cui noi dobbiamo scontrarci. Bisogna eliminare la demagogia rispetto al calcio, bisogna iniziare a guardare a questo sport come una industria che può aiutare a livello economico”.

“Il nuovo FPF? Abbiamo più volte sollecitato l’adozione di un FPF che sia davvero tale. Manca regolamentazione adeguata ma anche ci sono meccanismi in cui alcune società hanno infinite risorse finanziarie e riescono ad uscire da quelle che dovrebbero essere le maglie di una regolamentazione severa. Solo l’Uefa può imporre regolamentazione severa sul tetto dei costi, è l’Uefa che deve legiferare in tema di costi connessi agli agenti. Ci è stato assicurato che a breve arriveranno risultati e interventi che sono urgentissimi, perché il sistema è in ginocchio”.

“Superlega? Ho una posizione, che è condivisa anche diffusamente, di contrarietà ad ogni competizione che non preveda il merito sportivo. La mia speranza è sempre che le tre squadre, rientrino e si ricompongano tutti i problemi che ci sono stati. Credo sia stato un grido dolore ma deve restare tale, non deve essere una guerra a livello giudiziario, deve essere momento di riflessione in cui tutti le parte capiscano che la sostenibilità del calcio dipenda anche dalle grandi squadre, che devono avere sostenibilità a medio-lungo periodo, quindi si devono prevedere competizioni che consentano di generare risorse che siano redistribuite efficacemente”.

“Pur vedendolo in un pugno negli occhi, l’aumento del numero di partite della Champions post-2024 era un compromesso per andare verso questa direzione, non è bastato ma credo che dal confronto debba uscire un calcio sostenibile per tutti. E lavorare perché le future generazioni restino appassionate al calcio”, ha aggiunto.

“È fondamentale che avvenga la creazione della media company, l’ho detto da quando sono arrivato e ribadito nelle ultime tre Assemblee. Serve una società in cui far confluire tutta l’attività di creazione e commercializzazione di contenuti, mi sembra ci sia forte consenso in questa direzione”.

“Dazn? Nelle ultime giornate di campionato si sono registrati miglioramenti sensibili. Il lavoro che sta facendo sta andando nella giusta direzione. Ogni giornata avrà le sue sfide, la struttura di Dazn dovrà mantenere le performance e migliorarle giorno dopo giorno. Questo ci aspettiamo. Dopo tutti i colloqui, reazioni e interventi che ci sono stati, ci sembra che si sia presa una buona strada e questo speriamo che continui nelle prossime settimane.

“Supercoppa? Il nostro AD De Siervo è stato in Arabia Saudita la scorsa settimana, ha incontrato i sauditi. In questo momento le alternative sono di giocarla a Milano o in Arabia, in settimana ci sarà un Consiglio di Lega, quindi ne sapremo di più dopo giovedì”, ha concluso.

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