Anche il 29 ottobre 2021 sarà protagonista dell’assemblea degli azionisti della Juventus, e nonostante il suo nome non si senta così spesso, si tratta comunque del secondo azionista (con l’11,3% del capitale) del club bianconero alle spalle di Exor, holding della famiglia Agnelli-Elkann che ne detiene quote per il 63,8%.
Stiamo parlando di Lindsell Train Limited, il fondo inglese che durante le 48 ore di caos della Superlega aveva attaccato proprio la Juve e il Manchester United (altro club del quale è azionista), lamentando un danno reputazionale per l’idea – nata e crollata in pochissimo tempo – di creare un nuovo torneo separatista.
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Lindsell Train è una società di investimento mobiliare fondata nel 2000 dai broker Michael Lindsell e Nick Train, i quali dopo aver lavorato insieme nelle maggiori istituzioni finanziarie a Londra si sono messi in proprio.
La società (specializzata soprattutto nella gestione di mandati di investimento per conto di clienti istituzionali) è al 72,5% ancora nelle mani dei due fondatori ed è indubbiamente andata molto bene negli anni se i suoi fondi di investimento (Lindsell si concentra di più sul global equity mentre Train sul mercato britannico) hanno ottenuto molti riconoscimenti nella capitale britannica.
Anche l’ultimo bilancio, che si è chiuso il 31 gennaio 2021, ha fatto registrare ricavi in crescita a 115,9 milioni di sterline (contro i 11,8 milioni dell’esercizio precedente) e un utile di oltre 62 milioni di sterline. A riprova della bontà della gestione. E al 31 gennaio 2021 gli asset in gestione assommavano a 22,8 miliardi di sterline.
Quello nella Juventus rimane in ogni caso un investimento inusuale per Lindsell Train, che si presenta come una società che investe in maniera selettiva e nel lungo periodo. Tra i suoi criteri di investimento ci sono le società che generano cassa in maniera consistente e che hanno un punto di forza nella distribuzione dei dividendi.
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Queste però non sono condizioni che il titolo Juventus soddisfa pienamente nonostante l’ottima gestione sportiva che ha portato il club a dominare il campionato nell’ultimo decennio (fatta eccezione per la stagione 2020/21, che ha riportato lo Scudetto a Milano, sponda Inter).
Il club bianconero, dopo un percorso di risanamento che aveva portato a un utile di 2,3 milioni nella stagione 2014/15, è tornato negli ultimi esercizi a generare perdite chiudendo il 2020/21 – complice l’emergenza Coronavirus – con un rosso di 209,9 milioni.