Amazon debutto Champions
(Foto: Imago Images, via Onefootball)

Debutto positivo per Amazon nella fase a gironi della UEFA Champions League. La trasmissione di Inter-Real Madrid non ha fatto registrare intoppi particolari, un buon segnale dopo le difficoltà fatte registrare da Dazn e Infinity nei giorni scorsi.

Niente 4K HDR per i TV compatibili per il momento. Amazon ha preferito un debutto con basso profilo, soprattutto dopo quanto successo nella serata di ieri con la piattaforma di Mediaset. Il 4K, tuttavia, potrebbe solamente essere stato rimandato.

Come sottolinea DDay.it, se si escludono le grafiche con una risoluzione un po’ bassa, e l’audio poco sostenuto, il quadro complessivo è stato eccellente. In Italia difficilmente abbiamo assistito ad uno streaming di un evento sportivo live così di ampio spettro con questa qualità, e pure il confronto con lo streaming di Sky, sempre ottimo, vede Amazon comunque vincitore.

Trattandosi di una trasmissione vista da milioni di persone su diversi dispositivi, è difficile fare una analisi precisa a proposito di Inter-Real Madrid: chi l’ha vista su Apple TV o su Sky Q tramite l’app integrata ha visto una partita sostanzialmente impeccabile.

Altri, su Fire TV Stick classica, hanno avuto problemi di framerate. C’è anche chi ha avuto delle interruzioni, dovute probabilmente alla rete locale o a qualche nodo troppo carico. Segnalazioni sporadiche, soprattutto nel secondo tempo della sfida.

La serata di oggi – sottolinea ancora DDay – è per certi aspetti rivelatrice: la quantità di utenti che hanno seguito la partita, e la quantità di byte mossi da Amazon, è stata tale che al Mix di Milano hanno fatto registrare un record di banda usata, con un picco di 1.400 Terabit/s. Questo vuol dire che, nonostante le critiche all’infrastruttura italiana, il calcio in streaming si può fare.

Una buona notizia anche per Dazn, che deve solamente trovare il modo più veloce e rapido per risolvere i suoi problemi e capire quali siano le cose da cambiare. Possono essere le scelte tecniche, ad esempio puntare ancora sull’Mpeg4 rispetto all’HEVC, possono essere i client poco ottimizzati o possono essere le CDN che non sono dimensionate correttamente.

Possono anche essere problemi di costi, con una piattaforma OTT che ha investito molto in diritti (840 milioni a stagione con Tim per la Serie A) e che deve disporre di una tecnologia all’altezza per offrire il miglior servizio.

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