Serie A pirateria Tim
Lo striscione della campagna contro la pirateria (Imago Images via Onefootball)

Con l’assegnazione dei diritti tv della Serie A all’accoppiata Dazn-Tim, il massimo campionato italiano di calcio ha deciso di abbracciare lo streaming legale, ma deve ancora guardarsi da quello illegale.

Secondo un’analisi redatta dalla Tim Data Room – della quale MF-Milano Finanza ha preso visione –, il fenomeno resta preoccupante e appare in crescita. Il documento traccia un quadro della pirateria in Italia.

Con un’attività di digital intelligence la società guidata da Luigi Gubitosi ha individuato 66 tra canali, profili e bot che permettono ai consumatori di fruire di servizi illegali per la visione delle partite o degli eventi sportivi, o di condividere il proprio abbonamento.

Si tratta ovviamente di una stima parziale, che tuttavia offre indicazioni interessanti riguardo alla diffusione dello streaming illegale in Italia. La porta di accesso principale sono i social network, Facebook Messenger in particolare, decisivi nel veicolare il traffico sui più discreti e anonimi canali di Telegram.

Qui vengono esposte le singole offerte pirata e talvolta per attirare utenti si organizzano addirittura delle lotterie che mettono in palio abbonamenti gratuiti. Le trattative vengono poi concluse con un contatto diretto con il “venditore”, spesso un bot, software in grado gestire autonomamente le transazioni.

Da una ricerca del 2021 della Fapav, in collaborazione con Ipsos, è emerso che in generale il consumo di contenuti “pirata” è in calo rispetto ai livelli pre-Covid, tranne che per lo sport in diretta. Il motivo risiede nel fatto che le persone percepiscono un basso rischio di essere rintracciate e multate.

Scandagliando il traffico social e internet, la Tim Data Room ha scovato nel solo mese di agosto 569 conversazioni online sullo streaming illegale del calcio italiano. Le discussioni si concentrano principalmente su Twitter (45%) e sono prevedibilmente aumentate durante le prime due giornate di Serie A.

In particolare, il report evidenzia «un picco di conversazioni nelle giornate del 21 (114 conversazioni) e 22 (135 conversazioni) agosto, in corrispondenza delle partite in cui sono stati segnalati numerosi disservizi da parte di Dazn».

Secondo la European Added Value Unit, nel 2019 sono stati effettuati 7,6 milioni di abbonamenti a piattaforme di trasmissione illegali in Europa. Se lo stesso numero di abbonamenti fosse stipulato legalmente, le entrate delle emittenti legali potrebbero aumentare di 3,4 miliardi ogni anno.

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